Dopo una lunga tremenda giornata vado a far benzina. Sono in riserva da 3 giorni e appena monto in auto la spia, stanca di rimanere accesa, esce dal vetro di plastica chiedendo permesso al pulsante regola-orario e mi schiaffeggia con violenza.
Subisco stoicamente.
Giungo al benzinaio con l’ansia che la cosa si possa ripetere. Sento il suono insistente pressarmi come fosse lo sbattere della punta della scarpa di una piccola personcina che ti guarda impettita e incazzata.
Con una manovra da formula uno mi incastro nella stretta corsia del rifornimento.
Cazzo. Sono nello spazio servito.
Abbasso il finestrino pronta a dilapidare il mio conto.
Non si avvicina nessuno.
Scendo. Vedo l’uomo con la casacca sponsorizzata parlare al cellulare poco distante da me. Sorrido e incalzo “40 euro per favore”. Sorride anche lui ma se ne fotte e si gira dall’altra parte.
Digito due volte venti.
Infilo la pompa.
La blocco.
Tiro fuori 40 euro e mi rimetto in auto.
Sento lo stoc.
Guardo dallo specchietto retrovisore l’uomo che intanto si è allontanato.
Scendo. Stacco la pompa.
Mi avvicino per pagare. Ma lui mi fa gesto con la mano di andare dentro il casotto.
“Ma ho i contanti” mi giustifico.
La mano continua ad indicare di andar dentro con sgarbata insistenza.
Chiudo l’ auto.
Vado alla cassa.
Vuota.
Attendo il coglione come una cogliona.
Arriva senza chiedere scusa con il fiatone nemmeno abbia scaricato al mercato centrale.
“Quanto ha messo?”
“40”
Gli passo i soldi e poi dico “ma scusi c’è scritto servito, almeno una lavata al vetro.”
“Si guarda c’ è la spazzola laggiù”
Adesso, io che sono personcina delicata come un fiorellino di loto, lo guardo con candore e domando:
” Ma lei è mai stato in Norvegia”
“Come scusi?”
“Mi stavo domandando, sa che in Norvegia c è un alto tasso di suicidi. E’ un vero problema, una piaga. Eppure si sta bene e le persone vivono di rispetto e dignità. Vedendo lei mi è venuto in mente che qualche volta, non sempre sia chiaro, ma qualche volta, il problema che hanno loro non sarebbe mica una brutta cosa in questo paese. Non dico proprio di ammazzarsi, ma qualche calcio nel culo qualcuno se lo potrebbe pure dare, così, solo per correttezza”
Rientro in auto e la spia saccente è tornata al suo posto. Menomale. Non mi sarei stupita se il calcio in culo fosse arrivato proprio a me.

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