Dire che Martina è la felice proprietaria della libreria On the road di Firenze sarebbe una descrizione decisamente riduttiva. Lei è una ragazza piena di energia, con un caldo sorriso e molta gentilezza nel cuore, si definisce una divoratrice di mondo e di esperienze, fortemente curiosa e amante della Natura.

Martina come ti è venuto in mente di aprire una libreria monotematica?

“Non ho avuto poi molta fantasia, sono stata sincera con me stessa e ho unito le mie due grandi passioni : i viaggi e la narrativa di viaggio. É stata una scelta di cuore, non ho pensato a cosa potesse essere vincente, ho semplicemente capito cosa potesse rendere felice me.”

Tu vieni dal mondo del cinema, ti occupavi di scenografia cinematografica a Roma e poi un giorno, ti sei ritrovata a tirar su la saracinesca del tuo negozio, che cosa hai provato il primo giorno di apertura?

“Una scarica di felicità immensa mista ad adrenalina. Come capitombolare con l’allegria di un bambino giù da uno scivolo…alto venti metri però! Avevo con me la consapevolezza di star imboccando una strada piena di bellissime sorprese e panorami mozzafiato ma, ammetto, non pensavo sarebbe stata così complicata da percorrere. Fortunatamente ho il buon profumo dei libri che mi accompagna ogni giorno, è un odore particolare quello dell’inchiostro sulla carta rilegata, è per me, uno degli odori più tranquillizzanti e rasserenanti del mondo.”

Martina la tua libreria è molto più che un mero negozio dove acquistare libri, basta varcare la soglia per iniziare a viaggiare. Ci sei tu, che dai ottimi consigli di lettura e di avventura, ci sono i testi che popolano gli scaffali, ci sono riviste a tema, cartine, mappe e ci sono anche sedute comode dove poter fermarsi a riflettere e ad ascoltare.

“Mi piace pensare sia un punto di riferimento per viaggiatori erranti. Alla libreria On the Road vengono proiettate foto di viaggio, gli autori vengono a raccontare la loro ultima fatica agli affezionati lettori, ci sono corsi e workshop. Il tutto è organizzato sempre con entusiasmo, con lo stesso slancio di un viaggiatore pronto a partire. Come avrai capito il mio progetto principe è: “veicolare i messaggi”, ritengo che chiunque di noi abbia la possibilità di fare qualcosa di buono per il mondo e non importa quanto sembri piccolo quel ‘qualcosa’. Io credo che veicolare messaggi di apertura, solidarietà, conoscenza del mondo in senso geografico ed umano, parlare di associazioni che cooperano per la tutela di animali e per la salvaguardia del nostro ambiente sia un buon modo di fare il ‘mio qualcosa’. Infondo alla base del viaggio ci dovrebbe essere tutto questo giusto? Conoscere e far conoscere, scoprire e far scoprire.

Tu che tipo di viaggiatore sei?

“Estremamente spartano! Viaggio sempre con uno zaino che riempio poco, non mi porto quasi nulla. Le cose superflue mi appesantiscono la schiena e la testa e non mi permettono di staccare la spina come desidero. Non programmo quasi niente, solo a grandi linee, non sono scrupolosa nella progettazione del viaggio, mi concedo di cambiare tutto una volta che arrivo a destinazione, a seconda di quello che mi piace, di quello che succede. Preferisco sempre le mete naturalistiche, non amo particolarmente le città. Potendo eviterei sempre gli aerei. Adoro i treni e, se viaggio vicino, mi muovo su di un furgone un po’ sgangherato ma perfetto per me, mio marito e la nostra canina Zimba.”

Che brava! Proprio come faccio io, che se non mi trascino venti chili di trolley mi sembra di aver scordato tutto. Ahaha! Martina da te vengono ad acquistare solo viaggiatori in procinto di partire? Quanto ci si dovrebbe documentare prima di mettersi in viaggio?

“La mia clientela è formidabile. C’è chi parte, chi torna e chi non si sposterà mai, sono tutti egualmente curiosi, intelligenti, propositivi, apprezzano i consigli e amano ascoltare storie. Uno spaccato sociale così fuori dall’usuale da far apparire il mondo un luogo ancora più speciale. Per quanto riguarda lo ‘studiare la meta’, penso che al di là di un rispettoso e sano apprendimento della cultura del popolo che vai a conoscere (importante!), ognuno debba sentirsi libero di approcciarsi al viaggio come meglio crede. C’è chi non concede spazio ad alcuna improvvisazione e chi va all’avventura. Per me vale la regola del tre: una dettagliata guida su cui appoggiarsi, una buona narrativa di viaggio per una giusta dose di suggestione e la carta stradale per sapere sempre dove si è. Devo confessarti una cosa: ciò che tralascio sono le foto, ne voglio vedere il meno possibile, così da potermi stupire appieno una volta in loco.”

E qual’è il posto nel mondo che ti ha stupito di più?

“Il Malawi senza ombra di dubbio, è la terra ai primordi, è l’Eden.”

Utilizzo il tuo metodo del non sbirciare foto su internet e, non essendoci mai stata, adesso mi sto immaginando animali liberi che corrono in ampi spazi verdi, un enorme sole caldo, il silenzio spazzato via da qualche verso in lontananza che non mi è familiare, un vento sconosciuto che mi sfiora il viso e tanta pace e quiete come negli istanti prima di un tramonto. No, niente da fare, io andrei ad ispezionare i cognomi sui citofoni e sbircerei nei piatti dei tavolini dei ristoranti all’aperto con Google Earth. Tutte informazioni inutili che ovviamente non sono riportate in libri di viaggio giusto?

“Fortunatamente no. Un libro di viaggio deve trasportarti nel luogo che descrive catturandone l’essenza ed offrendo al lettore gli odori, gli scorci, i fraintendimenti e i giochi di sguardi. É questo che fa un buon testo narrativo ti fa viaggiare senza movimento e ce ne sono di meravigliosi, me ne vengono in mente a centinaia ad esempio tutti i libri di Pino Cacucci sul Messico o il testo sull’Africa ‘L’albero velenoso della fede di Barbara Kingsolver.

Martina tornerò sicuramente a trovarti perché è vero, qui si entra col grigio della routine addosso e si esce con un mantello a colori ma, per concludere la nostra bella chiacchierata volevo domandarti: che cos’è il viaggio per te?

“Per me è l’essenza della vita. Non riesco a scindere me dal viaggiare. Avendo ricordato Cacucci mi permetto di citare una delle sue frasi: le radici sono importanti nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.”

Contatti:
Libreria On the Road
via Vittorio Emanuele II 32 A/rosso (piazza Giorgini)
50134 Firenze tel 055471461

 

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