Autore: Ruth Orkin

Perché mai un libro di fotografia dovrebbe essere annoverato tra i testi di letteratura di viaggio?

Semplice, perché quella di Ruth Orkin è un’opera che comprende al suo interno ben due viaggi!

Una delle più note fotografe americane dello scorso secolo si racconta in questo bellissimo libro fotografico. Nella prima parte del volume, (la cui copertina azzurra in tessuto rievoca il vestito disegnato dalla stessa fotografa agli inizi del 1900) si trova il diario da lei redatto nel lungo viaggio del 1939. Nella seconda parte invece, ci sono i famosi scatti del suo soggiorno in Italia.

Ruth, appena diciassettenne e con venticinque dollari in tasca, decide di partire da sola e pedalare per ben 4000 km da Los Angeles a New York. Il suo diario di viaggio è composto da pagine nere sulle quali vengono incollate le fotografie. Di modeste dimensioni e in bianco e nero, queste immagini ritraggono panorami, monumenti, volti di nuovi amici e di lavoratori; la cosa sicuramente più interessante è poter riscoprire l’atmosfera che si respirava tra le strade delle grandi città americane, la bellezza dei nuovi palazzi sulle cui vetrate si rifletteva il sole, i vestiti eleganti della gente, con gonne ampie, cappelli, giacche e cravatte. Le didascalie scritte a mano ne contestualizzano lo scatto e, le brevi descrizioni, fungono da memoria di quelle giornate trascorse in solitaria.

Nonostante nel mondo già fosse famosa la ‘fotografia in bicicletta’, Ruth fu la prima americana, non ancora maggiorenne, che si lanciò in un’avventura simile con pochissimi soldi in tasca. Una volta rientrata a casa, molti giornali ed emittenti radiofoniche la corteggiarono. Era diventata una specie di eroina infatti, grazie a lei, il grande pubblico conobbe l’esuberanza di una giovane donna piena di talento, il nuovo concetto di fotografia on the road e… gli ostelli. (Questo nuovo concetto di alloggio economico per viaggiatori e giovani avventurieri era nato nella Germania d’inizio secolo da pochi anni approdato anche in America).

Bicicletta e macchina fotografica hanno un’affinità straordinaria, entrambe prodotti simbolo della rivoluzione industriale, basta pensare che nella seconda metà del 19° secolo si registrò un boom di vendite e che in moltissimi si appassionarono ad entrambe le attività.  Nella prima Mostra Internazionale di Fotografia tenutasi a Parigi nel 1892, venne allestita un’intera sezione dedicata alla fotografia in bicicletta (“Chronique: la photovélocipédie”) e, negli anni successivi, nacquero addirittura dei veri e propri club di Photo-Vélo.

Il viaggio di Ruth non fu quindi una novità, ma riscontrò un enorme successo. La giovane tornerà a casa compiendo il viaggio a bordo di dodici autobus differenti impiegandoci 5 giorni. Lei stessa ricorda il rientro con queste parole: “Riding the bus across the country was like being in a moving prison.”

Con gli anni Orkin divenne un’affermata fotografa, i suoi ritratti di personaggi famosi vennero pubblicati dalle riviste più in voga all’epoca.

Nel 1951 partì alla volta dell’Europa in un viaggio che la vide lontana per 5 mesi.  Durante il suo soggiorno a Firenze, in un albergo del centro, fece amicizia con un’altra giovane donna americana in viaggio da sola, proprio come lei. Le due si piacquero subito e, divertite dall’atteggiamento degli uomini italiani e dalle mille difficoltà quotidiane nelle quali finivano continuamente, decisero di descrivere quei momenti esilaranti con degli scatti rubati alla realtà.

Ecco che la bellissima Jinx Allen diventa la protagonista di quelle foto che ancora oggi ci fanno sognare. La troviamo nella Loggia dei Lanzi, davanti al Bar Gilly, per le strade del centro storico fiorentino. Sorridente, imbarazzata, impacciata, felice e stupita, espressioni naturali che rappresentano appieno lo stato d’animo di una giovane turista straniera. Le foto trasudano italianità ed eleganza e sono probabilmente tra gli scatti più belli di Ruth Orkin.

 

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *