Autore: Peter Ackroyd

 

“Non vi è buio più fitto del buio sotto terra.”

Londra, 1541.

La città era come un’enorme cloaca e, per risolvere il problema, vennero creati dei nuovi addetti allo svuotamento delle fogne delle abitazioni. La situazione me la immagino più o meno cosi.

 

Toc Toc!

“Ma chi è?” sbraitò una voce rauca.

“Sono il commissario, apra Signora!”

“Il commissario?! Joooooohn che cazzo hai combinato stavolta!”

“Signora non sono il commissario di Polizia!” gridò l’uomo spazientito da dietro la porta.

“E allora cosa diamine vuole? Se ne vada!”

“Signora apra! Devo svuotare la sua casa dagli escrementi! Sono il commissario delle fogne!”

La donna spalancò la porta. Indossava una vestaglia nera lunga, aveva dei bigodini enormi in testa e una molletta gialla al naso che le stringeva dolorosamente le narici. “Finalmente! Qui sembra di vivere in un porcile!”

 

“Viene da pensare che Londra galleggiasse su un lago di merda…”

Londra è praticamente come una cipolla, a strati. Sotto la superficie, la città nasconde tombe anglosassoni, sudari, pavimentazioni romane, rovine di terme, resti di chiese, strade, cunicoli, templi, necropoli…sabbia e conchiglie. Ogni volta che si scava a Londra si trova qualcosa: scheletri di uomini alti tre metri, monete d’oro, cunicoli e rifugi. Nel diciottesimo secolo i sotterranei erano abitati da un terzo della popolazione complessiva della città.

I problemi creati dalla sovrapposizioni di strati epoca dopo epoca, in una zona che contava decine di fiumi e campagne, non erano solo strutturali, erano sopratutto ‘olfattivi’. Si pensi che traversare il Tamigi era quasi impossibile tanto era forte l’odore.

Ma Londra detiene altri record (oltre a quello della puzza e del maggior numero di cloache sverzate nel fiume), è anche la prima città ad aver installato un’intera rete telefonica sotterranea, ha un’efficiente rete metropolitana con accessi dotati dalle prime scale mobili e ci sono binari dedicati all’esclusivo smistamento nei vari quartieri dei posta e corrispondenza.  Solo nel 1898 ogni giorno viaggiavano bene 550 treni. Il gas prodotto dalle fogne era così forte, da essere sfruttato per l’illuminazione pubblica che, veniva alimentata grazie al biogas accumulato nel sottosuolo.

Ackroyd in questo libro ci racconta tutti i segreti dei pericoli del sottosuolo londinese, luogo in cui si nascondevano viziosi e  delinquenti prima ancora di diventare un posto tanto frequentato quanto la superficie cittadina.

Sono moltissime le curiosità, le storie e le informazioni tra queste pagine. Certo, per apprezzare appieno questo testo si deve come minimo avere una passione per la capitale ed una sua discreta conoscenza, così da seguire con più attenzione la mappa cittadina e la descrizione dei quartieri e la loro trasformazione.

Il libro è diviso in capitoli ed offre interessanti notizie come: il percorso dei tredici fiumi più importanti dell’urbe, (un tempo navigabili e adesso sotterrati)  e la possibilità (non troppo remota) che persino Dickens, Darwin e Jack lo squartatore potessero aver viaggiato a bordo della tube.

Essendo un’amante di Londra, l’ho trovato un testo istruttivo e affascinante, ma mi rendo conto che possa apparire un po’ noioso per coloro a cui non importa la storia (seppur particolare e affascinante) di una città.

 

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