Autore: Olivier Marchon

Anzitutto è doveroso ricordare il significato di ‘enclave’: è una città o un territorio, anche di piccolissime dimensioni, situato all’interno dei confini di uno stato ma dipendente politicamente da un altro.

La prima parte del libro (parecchio corposa in realtà) parla proprio delle enclavi più strane esistite in passato o tutt’ora esistenti in Europa e nel mondo.  La più simpatica enclave citata è sicuramente la città di Llivia, teatro di una guerra durata dieci lunghi anni: la famosa ‘guerra degli Stop’.

Già, perché dovete sapere che dal 1973 al 1983, francesi e spagnoli litigarono per chi doveva avere la precedenza di circolazione sulla strada che portava alla cittadina e ciò si svolgeva a suon di sparizioni di cartelli dello stop. Pare che ne abbiano rubati a migliaia e ciò mi fa pensare che, in fin dei conti, il papà di Arturo Vannini (alias Leonardo Pieraccioni nel film ‘Il Pesce innamorato’) dicendo di voler aprire una stopperia, non l’aveva poi pensata male!

Ma oltre alle enclavi di cosa parla questo libro?

La risposta è semplice, più scorrevo le pagine e più mi rendevo conto di quanto l’umanità sia stata (e sia tutt’ora) governata da incredibili Pirla, con la P maiuscola.

La geopolitica è una chiara espressione dell’illusione del potere e del sadico gioco di forza tra idioti. Praticamente i ‘potenti’ (chiamiamoli così che a loro fa piacere) non fanno altro che giocare a chi ce l’ha più grosso.

Servizi segreti che uccidono, stragi di civili, battaglie e conflitti fino addirittura a mettere in piedi due guerre mondiali, tutte architettate per un gioco di forza tra ebeti coglioni (a sto giro permettetemi lo sproloquio) che non fanno altro che cercare il modo di arricchirsi sempre di più, senza guardare in faccia a nulla e a nessuno.

Litigi infantili che durano da secoli e che ancora creano tensioni tra Stati: alterchi per isolette grandi come il bagno di casa mia, o confini non ben delineati (per qualche metro!) che creano scompiglio esistenziale.

Insomma, una carrellata di idiozie assurde che definiscono il modo in cui i ‘capi di stato’ cercano di rivendicare la loro supremazia sui vicini di casa.

Un libro un po’ noioso in effetti ma che mi ha svelato tante curiosità strampalate ad esempio:

esiste una città, Baarle, che si trova tra Olanda e Belgio che non ha affatto dei confini ben definiti, infatti, persino le abitazioni private e gli esercizi commerciali, possono trovarsi spaccati in due da una linea tracciata a terra che indica il punto di confine tra i due stati.

E poi ancora…Kowloon Walled City, l’antica città senza divieti né leggi di Hong Kong, all’interno della quale si poteva commettere qualsiasi tipo di crimine poiché Cina e Gran Bretagna non  si mettevano d’accordo su chi dovesse esercitarne il potere. E la città chiamata ‘la seconda Gerusalemme’ costruita in Siberia per accogliere gli ebrei. Sì, sembra assurdo, ma vi assicuro che non è la cosa più cretina che leggerete su queste pagine.

Quindi, in conclusione, se vi incuriosiscono le follie geografiche, allora questo è il testo che fa per voi.

 

 

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