Autore: Giada Messetti
Questo saggio prende forma dalle esperienze e le testimonianze di quelle persone che l’autrice incontra durante il suo soggiorno in Cina. Uomini e donne che le raccontano le loro vite e di come i cambiamenti del Paese abbiano contribuito a modificarle. Timori, ansie e sogni aggrovigliati a progetti economici e politici, delineano l’evoluzione, o forse, l’involuzione di un Paese che ha intrapreso un complesso mutamento nel quale le nuove generazioni sono protagoniste attive e passive.
Per questo il titolo é così particolare: la Cina pare si trovi in quel periodo di transizione in cui è più vulnerabile, quello in cui un aragosta abbandona il proprio carapace nell’attesa di costruirsene uno più comodo e resistente.
Puntuale come un libro universitario ed accattivante come un romanzo, questo suo modo di esporre i fatti senza ingerenze speculative, rende questo libro una lettura piacevole e perfetta per chi, come me, ama il “Regno di Mezzo”.
“…cinquant’anni fa la maggior parte della popolazione viveva nella campagne al limite della povertà…”
Le ansie che opprimono i giovani, sono reali, panico e depressioni per gli esami e per i difficilissimi concorsi che preparano al mondo del lavoro (probabilmente ancora più spietato). Selezione e competizione, un connubio esiziale per la comunità cinese.
Un nuovo fenomeno nato negli ultimi anni vede un cospicuo numero di giovani che tornano alla vita di paese, la vita della campagna finora tanto snobbata. Una propensione che capovolge la corsa alla città e alla vita alienante dell’impiegato d’ufficio. Inversioni di tendenza che paiono sottolineare cambiamenti necessari se non addirittura forzati, per una sopravvivenza in un Paese che corre inarrestabile verso nuove tecnologie, nuovi monopoli e diversi rapporti economico-politici che però sembrano non tener conto dei ritmi umani.
La Cina mi appare forte nonostante le mille sciagure passate, nonostante la politica del 996 (lavorare dalle 9 alle 21 6 giorni a settimana); la pratica dei piedi fasciati (il loto d’oro) che ha portato alla morte circa il dieci per cento delle bambine che si sottoponevano a questa usanza dolorosissima (l’ultima fabbrica che produceva scarpe per quei piccoli piedi ha chiuso nel 1999), nonostante rivoluzioni e contrasti.
Passare dal maoismo all’economia di mercato ha avuto ripercussioni culturali non di poco conto. Alcune molto positive, altre decisamente controproducenti. Ed anche se il potere, qualsiasi forma abbia, riesce sempre a manipolare le menti per condurle là dove fa a lui più comodo, la Cina attraversa un momento di risveglio non solo interno, ma anche (e sopratutto) estero. Una potenza economica che deve fare i conti con la nuova realtà sociale che non è più in armonia con le esigenze del Paese.
Adesso si possono fare due figli, pergiunta tre, se si ha la fortuna di trovare un compagno/a con cui metter su famiglia.
Si pensi che addirittura, ci sono campagne mediatiche per esortare le donne “…ad abbassare le aspettative di ricerca di un partner e farle sentire in colpa nel non adempiere al loro dovere di madri e mogli…” perché se prima il problema era che si facevano troppi figli, adesso se ne fanno troppo pochi.
Messetti vola a Pechino per la sua prima volta nel 2002, da allora la sua conoscenza della Cina diventa sempre più assidua ed intensa. Una donna che, grazie alla sua curiosità e alla passione per questo Paese, ci regala un lavoro attento ed interessante, grazie al quale si può conoscere qualcosa di più di questa meravigliosa nazione.
“…così avrei avuto il ‘posto fisso’, la cosiddetta ‘ciotola di ferro’. Mai e poi mai, ‘piuttosto morto!’ ride. ‘Rispetto alla generazione dei nostri genitori, noi giovani siamo meno concentrati sul guadagno e più su come realizzare i nostri sogni….”
Libro che consiglio agli appassionati di Cina, a chi sta studiando la cultura o l’economia cinese e a chi, come me, vuole scoprire cose nuove su questo splendido Paese.
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