Autore: Annie Hartnett

Se le mie recensioni prevedessero un giudizio a punteggio, questo libro meriterebbe 2/10. Non di più.

Ovviamente ogni opinione è personale ma, questo non è un libro che parla di un viaggio (come sostiene di fare), è un semplice romanzo da sfogliare sotto l’ombrellone.

La classica storia americana: problemi di salute, orfani, polizia, vedovanza, motel, tavole calde, piccoli furti nelle stazioni di servizio, caratteri scorbutici, parolacce e innamoramenti. Insomma come il novantanove per cento delle storie americane. Probabilmente ci faranno un film, si presta bene ad essere una delle migliaia di storie tutte simili in stile USA. Manca la droga in effetti, ma abbiamo l’alcolismo, quindi diciamo che il pacchetto è comunque completo.

I protagonisti che viaggiano su una Volvo rossa sono: un uomo che ha superato i Sessanta, la figlia, una bimba scorbutica, il piccolo dolce fratellino e…l’unico personaggio che mi resta in simpatia: il micio. Un gatto rosso che porta sfiga, o, per meglio dire, che annuncia la morte. Dove stanno andando? Alla ricerca di un padre presunto e di un vecchio amore.

Il viaggio attraverso gli Stati non viene descritto, ad eccezione della tappa alle Cascate del Niagara e ad un museo delle borsette da qualche parte in Texas. Testo scorrevole, storia utile per passare il tempo se si amano i racconti americani, inutile se si è in cerca di una lettura un po’ più impegnata o curiosa.

Non lo rileggerei e non lo consiglierei ma, sono certa che gli amanti delle fiction americane e delle storie leggere con un pizzico di sentimentalismo e un qb di tristezza, potranno apprezzare.

“La morte è un’invenzione magnifica, il gatto l’aveva capito, perché è la precarietà a fare la vita così bella.”

 

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