Autore: Gio Evan

L’India… un miliardo e quattrocento milioni di abitanti …più uno. Il diciottenne protagonista di questo romanzo, senza soldi, telefono e scarpe, ‘scappa’  per non restare attaccato ad un mondo che lo assorbe e lo manovra.

Scappare è solo una corsa…che non ha dato ai piedi il tempo di pensare. 

Un romanzo in quattordici capitoli, un po’ diario di viaggio e un po’ poesia. Le città attraversate non sono solo tappe di un percorso ma, conquiste interiori, ed ogni pagina si trasforma in un consiglio di vita, come ad esempio: stai con chi ti fa ridere a crepapelle. (pensiero che condivido appieno)

Sbagliare strada, possedere poche cose o nulla, farsi trascinare dagli eventi senza mai fermarsi perché la vita è un momento e quando lo si capisce non si fa altro che godersela con tutta la spiritualità e la forza che essa stessa ci regala.

Un libro che fa riflettere sul modo di comportarsi che dovremmo avere con gli altri e con noi stessi. Un testo personale ed intimo che porta lungo le strade di un Paese dove la carità funziona meglio dell’onestà, dove le persone s’ incontrano e si lasciano con lo stesso entusiasmo, dove le piccole cose hanno la consistenza dei miracoli.

Un testo che si legge tutto d’un fiato, che non concede tempo di sosta, e come potrebbe? Visto che al centro del suo fluire c’è l’esistenza, e l’esistenza si sa,  non riposa, si trasforma, si muove, cambia, si divincola, proprio come i personaggi che popolano queste pagine.

Chi viaggia è simile alla polvere: entrambi invisibili ai più, entrambi in balia di vento e intemperie, entrambi si posano solo quando il volo è finito. 

 

Per quelli che apprezzano Gio Evan, per chi cerca una lettura che gli mostri l’India attraverso gli occhi di un giovane sognatore, per quelli che cercano spunti di riflessione sulla vita.

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