C’è da dire che sono un soggettino mica da ridere. Io riesco ad essere felice ogni volta che vedo scodinzolare il mio cane (e il mio cane scodinzola h24). Detto questo, provate a immaginare come diavolo posso sentirmi qui, dall’altra parte del mondo, su una spiaggia deserta, in piedi,  a circa due metri da un leone marino!

Come direbbe Gerry Calà: “libidine, doppia libidine!”. Chi se ne frega se c’è un cartello che raccomanda di non avvicinarsi per scongiurare attacchi. Chi se ne importa se sono animali agilissimi e che, in barba alla loro apparente goffaggine, potrebbero morderti o, peggio ancora, rincorrerti per tutta la spiaggia. Nemmeno la puzza di ‘Eau de pesch march’  mi farà indietreggiare.

Siamo lì, io e lui, ogni suo respiro è il mio respiro, ogni suo movimento è il mio movimento, ogni suo sguardo è il mio…vabbè non posso mentire, ad un certo punto si è girato mi ha guardato storto e io sono scappata via correndo come un bambino che ha appena rotto la finestra dei vicini con una pallonata, senza nemmeno guardarmi indietro! Avrei voluto vedere voi!

Sulle coste del distretto di Kaikoura è possibile stare seduti sulla spiaggia ad ammirare i leoni marini che si riscaldano al sole distesi a pancia all’aria come il quindici di agosto, sotto l’ombrellone, dopo la grande abbuffata di mezzogiorno. Ogni tanto muovono le pinne per gettarsi sabbia addosso oppure soffiano rumorosamente e si mettono su un fianco. Sono veramente degli animali buffi. É una comunità numerosa e ad un certo punto alcuni di loro si mettono a giocare (suppongo, o a litigare, non posso saperlo con assoluta certezza perché non capisco il loro linguaggio purtroppo)  e lo fanno alitandosi raucamente addosso. Hanno un verso proprio particolare assomiglia vagamente al mio primo “buongiorno” del mattino dato senza voglia alcuna.

leoni marini

 

Nell’isola del nord, a Pahia, vicino il grande scoglio in mezzo all’oceano ‘hole in the rock’ ho visto per la prima volta i delfini. É vero, li ho visti da sopra una barca, ma ogni volta che affioravano e s’inarcavano per immergersi, mi veniva voglia di tuffarmi per raggiungerli. Poi è affiorato lui, un cucciolo che seguiva la sua mamma e i ‘oddiochebello’, ‘tenerezzainfinita’, ‘chemeravigliauncucciolo’ hanno risuonato nell’aria come dolci note di un lamento d’amore.

cucciolo di delfino

 

Se ho avuto una gran fortuna a poter vedere un piccolo delfino nuotare ‘indisturbato’ a casa sua, (e devo dire che mi sono sentita come chi viene a trovarti a sorpresa domenica mattina: un ospite non gradito) ho avuto ancora più culo (si può dire culo è sul vocabolario) ad ‘adocchiare’ i pinguini.

Non so dire se fossero i pinguini blu o quelli dagli occhi gialli, mi trovavo a Bushy Beach nella riserva naturale dove il percorso a piedi ti conduce su un punto d’osservazione parecchio alto che ti permette di osservare una parete della scogliera fronte oceano. Lì, speranzosa, con un ridicolo obbiettivo di una meno ridicola ma insufficiente macchina fotografica, scandagliavo la spiaggia in lungo e in largo, centimetro per centimetro in cerca di un segno di vita. Dopo aver atteso una ventina di minuti e, dopo aver ridotto la lista delle priorità di vita ad una sola voce: “vedere un pinguino qui ed ora”, ecco che si muove qualcosa proprio laggiù in fondo vicino al bagnasciuga.

Vi sfido a trovarlo! Sembra la versione tarocca di ‘where is Wally?’. Ma sù andiamo non potete non vederlo, è un tenerissimo pinguino minuscolo che ha corso velocissimo sino al suo nascondiglio sotto gli arbusti. Camminava come se gli fossero scesi i pantaloni sino alle ginocchia, barcollando da destra a sinistra come uno che scappa dall’alcool test. Io l’ho trovato assolutamente adorabile. L’ho indicato gridando come si fa con le stelle cadenti “Guardate è lì infondo, proprio laggiù!” Una gioia immensa. Nemmeno il paparazzo che lavora a Formentera a luglio può aver mai raggiunto un così alto livello di soddisfazione per una foto sfuocata, sgranata, ma assolutamente unica!

Fortunatamente ci sono animali che si concedono di più agli scatti dei viaggiatori.

Ma non è un amore? Mi sono sciolta a vederlo. Sono a Kaikoura e qui ci sono degli scogli che formano delle piscine naturali dove un gruppo molto numeroso di cuccioli di foca riescono a nascondersi dalle correnti oceaniche. Giocano tutti insieme, si sdraiano al sole per riposare e si rifocillano.

Ho seguito completamente affascinata, un piccolino che cercava di arrampicarsi sugli alti massi per raggiungere gli altri. Facevo il tifo per lui dall’alto, sentivo dolore ogni volta che, impacciato, inciampava e sbatteva il muso a terra. Tremavo ogni volta che lo vedevo restare in bilico sulla cima di una scogliera troppo alta per lui e ho esultato quando l’ho visto ritrovarsi con la sua mamma.

cucciolo di foca

La cosa curiosa è che questi splendidi animali rassomigliano in maniera incredibile ai cani. Per me sono proprio i cagnolini del mare. Hanno lo stesso modo di grattarsi, di sdraiarsi, di sedersi, tra loro giocano come giocano i cani al parco. Mi fanno una tenerezza incredibile, sono innamorata di questi ‘cani oceanici’.

piccole foche che giocano

 

Se avete avuto difficoltà a trovare il pinguino poco fa, provate a cercare il pappagallo in questa foto.

Ecco il kea, un pappagallo verde oliva di montagna. Curioso, dispettoso ed intelligentissimo. Sulla strada per Milford Sound c’è una piazzola di sosta, vediamo della gente girare intorno alle auto sorridendo, rallentiamo. Non si capisce cosa stiano facendo poi, da dietro una ruota spunta questo piccolo pennuto che se la cammina veloce cercando di rincorrere quelli che cercano di fargli una foto. E’ difficilissimo riuscire a fargli uno scatto decente, si muove senza paura tra le auto che parcheggiano, cammina tra le gambe delle persone e cerca di staccare pezzi di portiere. Sarà un chiaro segno d’ insofferenza al turista?

Se vi capita di vederlo, non dategli nulla da mangiare! Non c’è cosa più sbagliata che sfamare con cibo per umani gli animali liberi nel loro habitat. Invece di fare una cosa gentile, gli fate solo del male perché si abitueranno a mangiare i vostri panini e smetteranno di cacciare. Come finisce la storia? Voi vi siete divertiti a fare foto stupide mentre lanciate loro il formaggio avanzato e i biscotti sbriciolati nella confezione e loro avranno lo stomaco in subbuglio, si recheranno sempre al parcheggio per avere cibo, smetteranno di cacciare ed essere autonomi e quando voi non ci sarete avranno fame e, peggio ancora, verrà interrotta una catena alimentare che non conosciamo, creiamo così uno scompenso ambientale irreversibile. Insomma che sia chiaro, mai nutrire gli animali in libertà!

Dopo questa bella ramanzina, vorrei sottolineare che la Nuova Zelanda è la terra del kiwi, il pennuto grande come una gallina ma privo di ali con solo due zampetta sottilissime e un becco stretto e lungo. Ma vi immaginate questa povera bestia può solo correre e mangiare da un piccolo becco. E’ raro riuscire a vederli, non sono neanche sicura ce ne siano ancora molti in giro purtroppo. Ne puoi vedere un esemplare nel parco di Te Puia, ma dietro una teca in vetro proprio come allo zoo. Sigh!

Purtroppo noi siamo gli animali peggiori che questa Terra potesse avere. Sporchiamo, distruggiamo, uccidiamo, inquiniamo, appestiamo, ci riproduciamo senza alcun criterio, deforestiamo, insomma siamo un vero disastro, peggio di un tornado, di un vulcano che erutta, peggio di qualsiasi tortura ti possa venire in mente. Siamo riusciti a far estinguere centinaia di specie (povere creature!) perché le abbiamo cacciate per divertimento o abbiamo eliminato il loro habitat o li abbiamo addomesticati e, nonostante noi tutti, ci sono ancora meraviglie incredibili su questo Pianeta. Ci sono coinquilini affascinanti che non avranno la parola ma riescono a stupirci con la loro naturalezza, semplicità e atteggiamento positivo.

La Nuova Zelanda è uno dei paesi dove puoi vedere la più grande varietà di animali, tra balene, volatili insoliti, farfalle dai colori pazzeschi, opossum, takahe, kakapo. Una nazione meravigliosa ricca, rigogliosa e rispettosa che mi ha stregato, solo una cosa non capisco di questo posto…ma gli struzzi attraversano la strada? Sul serio?!

 

 

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