“Ma quanto manca?”

“Manca poco!”

“Lo hai detto anche un’ora fa”

“Sì ma era per incoraggiarti, adesso manca veramente poco!”

“Dai aiutami a salire su questa radice…spingiii! Dai metti il piede lì!”

“Aspetta cazzo s’ incastra lo zaino fammelo togliere!”

“Passalo a me che poi te lo ripasso”

“Ma dove sono finite le altre?”

“Sono più avanti”

“Ma non ci hanno superato”

“E allora sono più indietro”

“Le aspettiamo?”

“Stiamo andando già pianissimo che cazzo le aspettiamo a fare!”

“Attenta qui che si scivola”

“Ecco me lo dovevi dire prima!”

“Ti sei fatta male?”

“Un po’”

“Sei tutta sporca ahahah!”

“Cazzo ridi! Ho il fango anche nei capelli!”

….

“Minchia ci sono delle persone, falle aspettare un secondo”

“Just a moment please…one moment!…a second cazzo! …ma vaffanculo!”

“Ma ti avevo detto di farle aspettare! Adesso sono incastrata con una gamba su un albero!”

“Io gliel’ho detto a sti stronzi ma a quanto pare hanno fretta! Dagli uno spintone!”

….

“Quanto manca adesso?”

“Senti è inutile che me lo chiedi di continuo che cazzo ne so io!”

“Ecco le altre due! Ehi ma non ci avete aspettato!”

“Pensavamo foste avanti”

“Ma se non vi abbiamo superato”

“Te l’avevo detto che non erano passate”

“Sì l’avevi detto, attenta a queste rocce che traballano”

“Quelli che abbiamo incontrato prima ci hanno detto che siamo a metà strada”

“Ma chi? Quelli che scendevano come camosci?”

“Sì manca poco ci travolgono bastardi, comunque hanno detto che sopra è stupendo”

“Sarà anche stupendo ma camminiamo da più di due ore, se manca ancora metà strada, significa che nel ‘posto stupendo’ mi ci dovrete seppellire!”

“Dai dai prendi fiato e continua a camminare”

…..

“Quanto manca adesso?”

“Non lo so camminiamo da tre ore ormai”

“Sapete cosa pensavo?”

“Dicci”

“Che dopo, tutta sta cazzo di strada, ce la dobbiamo rifare in discesa”

“Minchia non ci avevo pensato”

“Ecco adesso che lo hai detto mi è preso di un maleeee! Basta abbandono io torno alla macchina!”

“Ma dove cazzo vai che ti perdi”

“Sì è vero ti perdi nel bosco, non c’era nemmeno un cartello, ci manca solo che tocca stare tutta la notte a cercarti qui in questo posto dimenticato da dio”

“Ma qui ci sono ragni?”

“Ma che c’entra ora? Dammi una mano a salire piuttosto”

“Era solo per sapere, i ragni mi fanno schifo”

“A me fanno schifo ste salite non ce la faccio più! Mi fa male tutto!”

“Dai resisti manca poco”

“Ma la smetti di dire che manca poco se non sai nemmeno dove siamo!”

“Oh non fare la nervosa con me che ti mollo qui!”

“Ma se sei dietro di me e hai anche il fiatone!”

“Non litigate! e cerchiamo di arrivare a sto cazzo di lago che poi fa buio!”

……

“Quanto manca adesso?”

…….

 

Dopo una passeggiata di poco più di tre ore, per niente stancante, attraverso un bosco, una radura, dei sentieri fangosi in salita, delle ripide arrampicate su radici attorcigliate, campi di muschi e ruscelli, arriviamo in quello che, forse, è uno dei luoghi più belli che abbia mai visto sino ad ora.

All’improvviso te lo trovi davanti, mentre ancora annaspi tra le fronde degli alberi e i rami ispidi degli arbusti. Sembra di scartare un regalo dopo averlo avuto nell’armadio per giorni. Camminiamo sempre più velocemente con le poche forze rimaste; è la bellezza che ci tira a sé.

Lake Marian ha un fascino incredibile credo che, proprio quel suo ‘essere celato’, lo renda così speciale agli occhi di chi giunge al suo cospetto. Il sole lo illumina e il silenzio rimbomba nell’aria. L’acqua è così limpida da richiamarti a sé come il canto ammaliante di una sirena.

Spettacolare, bello, impressionante, meraviglioso, emozionante. Come si fa non usare banalissime parole quando ti rendi conto di essere in un luogo tanto magico quanto nascosto. É stato come avere accesso ad un party privato organizzato da Madre Natura. In realtà nessuno ci aveva invitato ma, fanculo, dopo tanta fatica, ci siamo guadagnate di diritto, il tavolo con la vista migliore!

 

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