Capitiamo ad Oshawa un po’ per caso e un po’ per stanchezza. Tutte case base perlopiù il mattoni, grandi insegne e negozi dalle vetrine un po’ retrò e trasandate. Non attira nulla di questa cittadina, assomiglia molto ad uno di quei paesoni che incontri per caso, attraversi in due minuti, ti lasci alle spalle e dimentichi subito.

Posteggiamo la macchina nel parcheggio dell’albergo e notiamo due auto d’epoca. Come capita sempre, come capita a tutti, scattiamo una ventina di foto. Sono quelle foto che fai senza neanche pensarci, appena vedi una macchina vecchia, una moto strana, una bici fluorescente con il portapacchi pieno di fiori…tu scatti foto da ogni angolazione e poi…le cancelli appena ti rendi conto di aver bisogno di spazio per farne di nuove.

Lasciamo i bagagli e, senza entusiasmo, usciamo in cerca di un buon hamburger (una delle cose più facili da trovare in Canada), dopo aver camminato per un paio di isolati sentiamo della musica e una gran confusione di voci e rombi di motore.

La zona centrale della città è letteralmente invasa da una miriade di automobili d’epoca, di tutte le marche, dimensioni e colori. In un secondo un luogo del tutto anonimo si trasforma sotto ai nostri occhi…le strade sono chiuse al traffico e i proprietari delle automobili ti mostrano con piacere i loro ‘gioielli’ e ti permettono di fare foto alla guida. Come tutte le grandi feste di paese che si rispettino, le persone sorseggiano birra, mangiano in strada, accennano qualche passo di ballo davanti alle casse dei locali che spandono la musica per tutta la via.

Ed ecco che nel giro di un paio di ore le foto scattate senza senso alcuno si moltiplicano esponenzialmente. Del resto l’insolito è sempre bello da ricordare.

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