Se siete in giro in macchina, consiglio di parcheggiare a Worcester Street. Ci sono molti posti auto e siete vicini al castello di Oxford ed ovviamente, al centro. Potrete così visitare la città a piedi, immergendovi nella magica atmosfera di una città famosa per le sue università e librerie.

Tolkien, Lewis, Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, Harry Potter, gli antichi palazzi e i pub gremiti di giovani studenti e di tanta tanta birra. Avrei voluto visitare Oxford  molto, molto, molto prima, a diciotto anni magari. Quando il mondo doveva essere ancora scoperto e potevi appassionarti ai grandi scrittori, alla storia, all’arte e, alla buona birra. Quante volte mi hanno detto “ma hai studiato a Oxford?” e ho risposto con una smorfia.  Adesso, dopo averla vista, risponderei “magari cazzo!” (Appunto)

Sarà l’euforia di trovarsi nella famigerata città universitaria, sarà per tutti questi colori per strada, per i ragazzi che fanno shopping e i saldi che sono veri saldi o, forse, per il buon profumo di carne alla griglia, sarà proprio per tutto questo che ci fermiamo a mangiare un boccone al The Crown, una birreria con cortile esterno. I bicchieri sono così sporchi e bianchi di calcare da far quasi ribrezzo ma, le costolette, porca puttana (oxford style) le costolette sono assolutamente divine!

Una città giovane, con studenti che vengono da ogni angolo del mondo, gironzolando per il centro facciamo dentro e fuori da palazzi color sabbia ricchi di guglie e decori. I parchi verdissimi all’interno delle corti hanno comode panchine in legno e le mense, non assomigliano neanche vagamente a quelle che ho frequentato io. Ricordo i tavolacci sporchi in plastica e i vassoi di finto legno unti, nulla a che vedere con l’apparecchiatura elegante e le tazze di porcellana con stemma.

Mi guardo intorno cercando di carpire i piccoli movimenti delle tele, mi aspetto che uno di quegli uomini ritratti possa muoversi all’improvviso, regalarmi un sorriso o una smorfia o un occhiolino o un dito medio alzato verso il soffitto. Peccato, tutto è immobile e austero.

Ci perdiamo per le eleganti vie fatte di grandi vetrate e lampioni in ferro battuto e teniamo gli occhi all’insù per non perderci nemmeno un particolare. Gli inglesi non avranno un gran senso dell’umorismo ma, hanno anche un tremendo modo di vestire. 

E io, me ne innamoro all’istante, adoro i cappelli a falda lunga, i vestiti a fiorellini e le borse che ciondolano dalle spalle ricurve delle anziane signore.

Dopo aver visitato una delle librerie più grandi mai viste ed essere arrivata alla cassa con una quindicina di libri per poi ricordare di aver solo il bagaglio a mano, arriviamo nella famosa Radcliffe Camera.

Nella piazza c’è una chiesa la St Mary the Vergin e nello splendido giardino antistante c’è un bar stupefacente. Perché stupefacente? Perché l’idea di fermarmi per il tè, nel giardino di una chiesa, mi fa morir dal ridere! Questo bar ( The Vaults and Garden Cafè) ha dei dolci squisiti, bibite fredde e calde e un velocissimo wi-fi. Ci godiamo il sole del tardo pomeriggio e qualche leccornia mentre, in sottofondo, il chiacchiericcio educato culla i miei pensieri.

Questa città ha ispirato tanti scrittori di successo, come ad esempio Pullman o Dexter, ed ha ispirato anche me col suo fascino romantico e la sua eleganza pulita. Perdetevi tra le vie del centro, scoprite i fantastici ristoranti, i pub, i negozi vintage e i giardini dai perfetti prati verdi, questo è l’unico consiglio che posso darvi per godere appieno del vostro tempo in Oxford.

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *