“Alfred Thaddeus Crane Pennyworth, vuoi dirmi dove diamine si è cacciato Batman?”

“Credo sia a lucidare la batmobile con la pelle di daino signorina”

“Lo vada a chiamare subito! É arrivato Mr Freeze in città e sta congelando tutto!”

Immagino di avere una conversazione del genere con il distinto maggiordomo di Batman mentre provo a mettere un passo dietro l’altro conservando integre anca e coccige.

Certo che se avessi studiato medicina avrei potuto fare dei bei soldoni nel periodo invernale quassù in Finlandia, non oso pensare a quante protesi del bacino avrei potuto installare ma, mentre conto le mie banconote immaginarie con l’abilità di una croupier di Las Vegas, vengo superata da due donne anziane che, incurvate dal peso delle buste della spesa, procedono senza alcuna incertezza. Le guardo con invidia mentre cerco di rimanere in piedi e mantenere, oltre all’equilibrio, anche la dignità ma, il marciapiede sembra allungarsi ad ogni passo e presto cedo, tra il silenzio ed il buio della sera, faccio scendere una lacrima che fa meno strada di me, curva leggermente e poi si congela proprio qui, sulla punta del mio naso.

A pensarci bene se sei un bambino (o un pinguino) questa città è la più divertente del Pianeta. Cumuli di neve ai lati delle strade e al centro delle piazze, alcuni alti anche diversi metri, perfetti per un’arrampicata pomeridiana o una scivolata con lo slittino. Qui è un accessorio che hanno in molti, ne vedi di ogni foggia, colore e dimensione e sdrucciolano via in gran velocità stridendo sull’asfalto ghiacciato. Se non fosse che ho perso l’agilità agli inizi del Duemila, ci avrei provato anch’io a scendere da uno di questi rilievi ghiacciati e son sicura, sarei scivolata giù dritta come un fuso andandomi a schiantare contro qualche vetrina.

Il cuore della città ha dimensioni ridotte, ci sono molti negozi e un centro commerciale. Ovviamente è allontanandosi di qualche chilometro dai bassi palazzi in cemento che il paesaggio si fa molto più intrigante. Con l’ autobus diretto all’aeroporto ci addentriamo in foreste appesantite da gelidi fiocchi di neve; la strada scorre sotto le ruote senza far rumore come fossimo su un tappeto di seta. Il finestrino si appanna sotto il mio affannato respiro e l’autista, che divertito mi guarda dallo specchietto retrovisore, sorride del mio fanciullesco entusiasmo. Guardando una foresta si ha l’impressione che gli alberi siano tutti uguali ma se la si osserva con attenzione si riescono a cogliere le mille differenze ed imperfezioni. Cerco di non farmene sfuggire nemmeno una, guardo là fuori come inebetita. É il contesto che crea l’atmosfera giusta, l’autista rallenta per permetterci di vedere delle renne, laggiù, in quella piccola radura. É tutto così affascinante che vorrei rallentare il tempo per non dover ripartire, almeno non subito, non ora.

“Hey Alfred Thaddeus Crane Pennyworth torni indietro!”

“Signorina guardi che può chiamarmi solo Alfred”

“Come le pare, allora solo Alfred, per favore venga qui.”

“Mi dica signorina”

“Lasci perdere Batman, che si trastulli pure con pistoni bulloni e lucido per auto, non occorre più”

Mi ero sbagliata, avevano ragione le due anziane, la strada va percorsa con sicurezza e grinta anche se ghiacciata, e se smetti di aver paura di cadere e alzi gli occhi per guardare, ti accorgi che niente può essere più bello di come adesso ti appare.

Ps: all’aeroporto di Rovaniemi servono un delizioso hamburger di renna, se dovete attendere un pochino per il vostro volo vi consiglio di assaggiarlo.

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