Villa Viviani a Settignano.

A voi non dirà nulla ma è una delle ville per cerimonia più famose di Firenze. Alcuni dei miei amici hanno festeggiato qui il loro diciottesimo e ricordo ancora la musica che rompeva il silenzio della collina in fiore, le stelle in cielo, la gente sudata che ballava contro ritmo, i capelli appiccicati alla fronte, il dolore ai piedi per le scarpe nuove col tacco, i cappotti che puzzavano di fumo di sigarette, i discorsi sulla vita e l’odore di vomito superata la mezzanotte. Ma oltre a celebrare ricorrenze e a sopportare risate e brindisi, queste mura hanno assistito a qualcosa di molto più nobile di un soffio di candeline…la stesura di un libro.

Eh già, ho scoperto da poco che in questa villa visse per un anno intero nientepopodimeno che Mark Twain!

Vado matta per le sue opere e così, di punto in bianco, scopro che ha abitato in un luogo a me familiare. Certo che, era il 1866, ma il tempo è solo un’illusione, non ha alcun valore, infatti, il solo sapere di aver passeggiato nel giardino e guardato la stessa parte di cielo che ha guardato lui, mi da una strana emozione. Ah già dimenticavo… il libro scritto durante il suo soggiorno fiorentino è  ‘Wilson testa di rapa’.

Cosa c’entra villa Viviani con il sentiero CAI? Niente in effetti, ma il percorso numero 1 attraversa la campagna poco distante da qui, ed il sentiero si sviluppa sulle romantiche colline di Settignano e Fiesole, tra uliveti, strade sterrate, antiche ville, piccoli boschi e prati dai quali la vista su Firenze è davvero incantevole.

Durante l’estate in città si suda come in una sauna finlandese e per fortuna le colline che l’accerchiano offrono refrigerio persino nelle giornate più torride. Anche se camminare sotto il sole cocente potrebbe non sembrare la soluzione ideale, l’aria tersa e i profumi dei fiori faranno subito scordare la calura.

L’intero percorso 1 porta da Fiesole a Compiobbi ed ovviamente è possibile agganciarlo in diversi punti per accorciare le distanze da percorrere.

Mentre cammino all’ombra di questi alberi penso che sia bello poter ascoltare il silenzio. Certe volte ci sono luoghi che vorresti tenere tutti per te, lontano da occhi indiscreti e da passi troppo grevi. Posti che non vorresti consigliare a nessuno per preservarli da schiamazzi, confusione e inquinamento (non solo acustico). Voler proteggere, anche solo istintivamente, qualcosa di bello è di per sé un atto prezioso, atto che raramente riusciamo a portare a termine. Siamo diventati avidi d’inutilità e scialacquatori del prezioso, rischiamo sempre di strafare nel momento esatto in cui, invece, dovremmo stare fermi e, visto che ormai il povero Twain è già stato disturbato…dedicherò a questi luoghi nascosti e magici una delle sue frasi:  “È stato meraviglioso scoprire l’America, ma sarebbe stato ancor più meraviglioso ignorarla.”

 

 

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