Se vi dicessi che il Diavolo in persona vuole distruggere la vallata dove vivete (un posto pieno di bellezza e tranquillità, popolato da contadini e piccole chiesette dal tetto a punta), cercando di inondarlo con le gelide acque del mare, voi cosa fareste?

Probabilmente scappereste, e correndo anche piuttosto velocemente immagino, in fondo lo farebbe chiunque senza pensarci un secondo di troppo, tuttavia, benché sembrerebbe la risposta più appropriata, c’è un’antica leggenda qui nel Sussex che racconta una storia molto diversa….

Un’anziana signora passeggia in mezzo ai campi quando all’improvviso sente un gran frastuono e scorge qualcuno che di gran lena è impegnato con vanga e piccone.

“Scusa cosa stai facendo?”

“Sto scavando.”

“Che cosa stai scavando?”

“Una diga.”

“E chi te lo ha chiesto?”

“Nessuno.”

“E allora perchè la scavi?”

“Perchè sono il Diavolo.”

“Chi sei?”

“Il Diavolo!”

Momento di silenzio.

“Scusi Signor Diavolo ma perché la vuole costruire proprio qui? Noi siamo gente per bene e di questi campi ci viviamo, perché non va a scavare da qualche altra parte?”

“Troppo per bene infatti. Farò arrivare il mare fin quassù e creerò un bacino enorme che inonderà i vostri villaggi!”

“Ascolti Signor Diavolo facciamo così, se lei non riuscirà a finire gli scavi prima del sorgere del sole se ne andrà dalle nostre terre e non ci tornerà mai più. Che dice ci sta?”

“Ah ah ah! Io sono il Diavolo! Posso fare tutto! Entro domani mattina ci sarà l’acqua in questa valle!”

“Allora affare fatto?”

“Affare fatto vecchia.”

La signora anziana si allontana rimuginando ‘mi ha pure dato di vecchia sto maleducato spocchioso puzzolente di zolfo. Vabbè ma ora come faccio? Devo avvertire tutti, tra qualche ore avrà sicuramente concluso il lavoro sto trimone.’ (Tipica parola gergale anglobarese che possiamo tradurre con stupido)

La donna torna alla fattoria e inizia a girare intorno al tavolo penando e ripensando quando all’improvviso, nell’oscurità della notte, ha un’idea.

“Peppino corri!”

“Che c’è?! Che succede?! Sono scappate di nuovo le pecore?!”

“No Peppì andiamo sbrigati! Dobbiamo fare luce e svegliare il gallo!”

“Ma che ti sei rincoglionita? Vieni a letto che è tardi cosa fai lì in piedi!?”

“No Peppino muoviti!”

La donna trascina il marito fuori dal letto e lo tira per u braccio fino a fuori casa, accende tutte le lanterne che ha chiedendo al marito di aiutarla per fare prima e poi, va di corsa a prendere il gallo. L’animale, messo davanti a quelle fastidiose luci,  mezzo rincoglionito dal sonno, guarda Peppino, poi guarda l’anziana, poi di nuovo Peppino e alla fine, considerando tutto quel bagliore, cede a questa idiozia collettiva e si mette a cantare a più non posso.

Tutte quelle lanterne formano un fioco bagliore proprio dietro la collina dando così l’impressione che l’alba stia giungendo e il Diavolo, vedendo la luce crescere infondo alla valle, resta così sconcertato da  lasciarsi scivolare la pala dalle mani.

“Maledizione! Il tempo è volato ed il gallo ha cantato. Non mi resta che abbandonare queste terre.”

Fu così che il Diavolo non mise più piede da queste parti.

 

Oggi la diga del Diavolo, il cui nome diciamolo..non da proprio il senso di accoglienza…è un posto magnificente. In questi sconfinati spazi aperti vivono decine di varietà di piante, un’incredibile diversità di fiori ed il terreno è inaspettatamente asciutto (anche dopo un lungo periodo di pioggia). Qui la terra riesce a drenare grandi quantitativi di acqua e per questo è possibile passeggiare in mezzo alla natura anche nelle stagioni più fredde e uggiose.

Mi fermo a leggere il cartello del National Trust posto accanto alla recinzione d’ingresso e mi viene un sorriso quando leggo “invitiamo i visitatori a salutare i ‘tosaerba viventi grazie ai quali questi prati sono sempre perfetti’. Si tratta delle mucche che pascolano in libertà.

Ci sono diversi sentieri tutti bene tracciati e con pendenze che vanno dal rilassante allo sfiancante. Ovviamente io me la prendo molto comoda e ad ogni passo butto lo sguardo sempre più lontano in cerca di qualche mucca da salutare, che poi…se proprio dobbiamo fare i precisi…, Bill Bryson in un suo libro cita una statistica inglese nella quale viene riportato che ogni anno le morti per aggressione da mucche sono decine. L’entusiasmo cala drasticamente e inizio a pensare che, quasi quasi, sarebbe meglio incontrare quel buontempone del Diavolo.

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