Autore: Michele Serra

Un diario di viaggio tutto italiano. L’autore a metà degli anni ’80 si mette in auto e percorre tutte le coste della Penisola, da Ventimiglia giù fino alla Calabria per risalire dalla Puglia sino a Trieste. Ogni capitolo una tappa, ogni tappa un luogo che ancoraggi trova nel periodo estivo il suo massimo splendore.

Si susseguono Portovenere, Sperlonga, Praiano, Maratea, Vieste, Rimini…e tra le righe ritrovi tutto il gusto di quegli anni.

Personalmente ho trovato la scrittura poco scorrevole ho fatto perciò un po’ di fatica nella lettura, come se il tour lo stessi facendo io a piedi. Di contro, in alcuni passaggi, ho ricordato dei particolari della vita di inizi anni ’90 che mi hanno fatto sorridere e, forse, anche un po’ commuovere.

I nostalgici di quei tempi passati rivivranno quelle giornate ricche di divertimento e grandi buffet dei villaggi vacanze, quelli dove per entrare a dare un’occhiata dovevi chiedere il permesso al Capo Villaggio. Balli di gruppo, gioco caffè in spiaggia e la sigla suonata ad ogni inizio pasto con gli animatori che si riunivano e danzavano meglio delle veline sui banconi della tv.

Ci sono le case abusive costruite in riva al mare, le baraccopoli di Ostia, le spiagge libere superaffollate e la Forte dei Marmi per soli ricchi. Gli Yacht che sverzavano nafta nelle acque limpide della Costiera Amalfitana e le file di ombrelloni variopinti sulle Coste dell’Adriatico. Gli orologi da sub al polso (anche se ti bagnavi in mare solo fino alle ginocchia), e le grida delle madri che risuonavano fastidiose sulle spiagge.

“…Luca, non fare il bagno. Luca, non stare al sole. Luca, non stare all’ombra. Luca, non giocare con la sabbia. Luca, perchè non giochi con la sabbia? Luca, mettiti la maglietta. Luca, togliti la maglietta….”

E poi c’è il trionfo di Santi e parenti nella ristorazione napoletana con le insegne delle attività commerciali tempestate di: “…Zi’ Mariuccia e San Giuseppe, Zi’ Ciccillo e San Vincenzo…”, e ci sono le serate passate al muretto, per tirare sino all’alba, quelle serate estive in cui bastava raccontare barzellette per essere felici, ci si divertiva veramente con poco e nulla. Eppure si stava insieme con gli amici più stretti e quelli che duravano un’estate, ci si raccontava e si scherzava mangiando un gelato o bevendo una coca cola fredda.

Le giornate invece si passavano a fare grandi tornei di biliardino, erano i primi anni dei flipper e la musica costava qualche lira ai jukebox. Che tempi ragazzi! Le Marlboro di contrabbando, il pane caldo alle sei del mattino, l’acqua ghiacciata delle fontanelle pubbliche, le enormi borse frigo da trascinare sulla sabbia, i parcheggi che non erano a pagamento e le chiese che erano sempre aperte. I primi topless e gli occhiali specchiati come i divi di Hollywood, le donne tedesche coi lunghi capelli biondi e i primi ostelli che ospitavano giovani stranieri.

Praticamente questo è il libro della malinconia per quegli anni che, porca miseria, erano grandiosi sul serio!

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