Autore: Matteo Gracis

“Persi nella nostra monotona quotidianità abbiamo una visione del mondo, della vita, dell’esistenza, estremamente limitata. … Tutto è relegato a un microcosmo fatto di finti problemi e giornate molto simili tra loro, se non addirittura uguali. Sprechiamo il nostro tempo in cose futili, le nostre energie in battaglie senza senso, le nostre preziose risorse in questioni ridicole. …Non abbiamo niente di più prezioso del tempo, il nostro tempo….”

In questo libro l’autore racchiude dei brevi resoconti di alcuni suoi viaggi, spostamenti che in effetti tra loro non hanno alcun nesso se non, quello di essere esistiti.

Un vero e proprio diario, dove ogni capitolo ripercorre le tappe dei viaggi fatti on the road, on the bike, on the rail, on foot, ma non aspettatevi di trovarci grandi consigli o dettagli su trasporti, descrizioni puntuali di paesaggi, ristoranti o percorsi. Ecco, diciamo che se è questo a cui aspirate, rimarrete delusi.

Questo libro credo voglia offrire ai suoi lettori qualcos’altro, ovvero l’entusiasmo. Lo si percepisce nelle semplici parole scritte con la stessa foga che si avrebbe nel raccontare ad un perfetto sconosciuto il viaggio dal quale siamo appena tornati. Con la stessa confusione, euforia, allegria e semplicità Gracis pare voglia sottolineare solo un concetto quello del NON STARE FERMI, di ricercare il viaggio, il movimento, l’andare e farli propri.

I dieci viaggi elencati abbracciano gran parte del Mondo: dal Nepal al Giappone, dal Centro America agli Stati Uniti. Il cammino di Santiago in bicicletta e la Russia in treno. Un consiglio ricorrente dell’autore (e che mi sento di sottolineare) è quello di scegliere sempre agenzie locali per un turismo responsabile e a tal proposito, per ogni destinazione, ci sono i nomi di quelle alle quali lui stesso si è affidato.

Gracis ha calpestato più di sessanta Paesi del Mondo e mantiene sempre vivo il fervore ed il viscerale bisogno della scoperta e forse è per questo che a fine lettura si sente la voglia di partire. (Il che per un libro che parla di viaggi direi che non è poco.)

 

“…Sono dove voglio essere, faccio quello che voglio fare. Tutto il resto è semplicemente geografia della scusa.”

Ma come si fa ad iniziare un viaggio sopratutto se si è pigri, svogliati, impauriti, se si inventano mille scuse o se si pensa di non potercela fare? Basta forse ripetere a voce alta come un mantra le frasi riportate qua sopra?

Non so ma, da qualche parte uno dovrà pur cominciare.

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