Cammino sotto il portico con l’orecchio teso, non vorrei mai fare la fine di Troisi nel film “non ci resta che piangere”, che si becca una secchiata di pipì sul braccio.

‘Allora stai calmo, stai calmo!’ lo rincuora Benigni, ‘E’ pipì’.

‘Ma come è pipì! Ma fanno schifo proprio arint’ asto paese!’

Questo piccolo borgo medievale all’interno del Parco del Valentino a Torino è un grazioso salto nel tempo anche se….un paio di cose vanno precisate.

Anzitutto non è un borgo piccolo ma, oserei dire, minuscolo. Una sola via, un’ingresso ed un uscita che si distanziano sì e no di un centinaio di metri. In quanto alla sua datazione, no, non è medievale ma ovviamente ispirato all’epoca.

Questo grazioso agglomerato di edifici in perfetto stile medievale è stato infatti costruito in occasione dell’ Esposizione generale italiana artistica e industriale del 1884.  Essendo la terza esposizione europea (dopo le grandiose manifestazioni tenutesi a Londra e Parigi), Torino non poteva essere da meno e, tra le diverse strutture e padiglioni costruiti all’uopo, venne edificato anche questo borgo, per allietare i visitatori da tutto il mondo con la bellezza dei costumi e la maestria dei bottegai che mostravano gli antichi mestieri nei quali l’Italia eccelleva per tradizione.

I negozi che si trovano oggi al piano terra delle abitazioni, altro non erano che le botteghe (meticolosamente ricostruite) del fabbro, il pellettiere, il vasaio, il falegname, la tessitrice, ecc.

Dopo aver passato il ponte levatoio ed aver dato uno sguardo alla breve cinta muraria e alla fontana in pietra, ci si trova sulla stretta via fiancheggiata da due marciapiedi colonnati i cui soffitti sono con cassettoni in legno magnificamente dipinti.

Anche le facciate di mattoni delle case hanno ghirigori e fregi, le finestre sono quasi tutte bifore e dopo qualche passo, si arriva ad una piccola piazzetta con un’altra fontana un piccolo giardino e l’uscita dal borgo.

Diciamo che la visita dura dai 3 ai 6 minuti e che, probabilmente, la cosa più carina da visitare poteva essere la residenza (o castello che dir si voglia) che purtroppo è in restauro. Anche la minuta chiesetta poteva dare delle soddisfazioni, peccato fosse chiusa.

Insomma, carino eh, non dico il contrario, ma l’unica cosa che mi ha fatto davvero piacere di questo posto, è stato l’amico Friz che ha  pranzato insieme a me con qualche nocciolina.

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