Autore: Fabio Bertino
Immagino la scena di Pretty Woman nella quale Edward (Richard Gere) disteso su un plaid rosso a scacchi in un bel giardino cittadino, legge a Vivian (Julia Roberts) un libro di Shakespeare. A dirla tutta la stessa scena si ripete nel film Notting Hill, dove i protagonisti sono sempre in un parco, stavolta lei è sdraiata su una panchina in legno e appoggia la testa sulle gambe di lui (Hugh Grant) che, tra una carezza di capelli ed un sorriso, le legge a voce alta un libro.
Ecco, se quel libro fosse stato ‘Binari’, sono certa che Julia sarebbe riuscita a viaggiare stando comodamente sdraiata al parco.
Bertino infatti, ci descrive in maniera magistrale i suoi spostamenti a bordo dei treni italiani che percorrono itinerari minori talvolta dimenticati.
Non è semplice fare l’elenco delle fermate, descrivere le tappe e metter in fila i monumenti e le stazioni, senza risultare noioso eppure, lui ci riesce, scorrendo i capitoli si ha l’impressione di esseri seduti nel vagone accanto a lui e di guardare fuori dal finestrino. Volendo rimanere nel mood ruberò alla Roberts una battuta che mi sembra totalmente appropriata: questo libro è così scorrevole che “curva come se fosse sulle rotaie”.
Troviamo all’interno: le tratte più particolari che si possono percorrere nelle diverse Regioni italiane, la loro storia, le persone che le percorrono e i luoghi più curiosi che le caratterizzano.
Grazie a Fabio scopro che esiste un museo degli Spazzacamini vicino Domodossola, che le gallerie elicoidali venivano progettate e costruite per superare i dislivelli, che nella piccola stazione di Robilante i servizi pubblici vengono indicati con il cartello “cessi” e che esistono persone che abitano in luoghi così difficili da raggiungere che si spostano con il treno locale per andare a fare i piccoli acquisti nei centri abitati vicini.
Il libro trasmette appieno la tranquilla lentezza di un viaggio d’altri tempi, il capo treno e il macchinista riacquistano la loro importanza, i panorami si tingono dei colori delle stagioni e il rumore dei freni stride e risuona nelle vallate quando sta per arrestare la sua corsa dinanzi a strette banchine isolate.
Si riscopre la gentilezza delle persone che ti danno uno strappo in auto, di chi ti invita a giocare a carte ai tavoli di un bar di paese, di chi ti omaggia di olive ripiene e capperi sotto sale fatti in casa.
La nostra bella Italia è delicatamente raccontata in queste pagine dove tutto torna al suo posto: ci sono le statue dei grandi della storia e del cinema lì, nei piccoli comuni e nelle frazioni che hanno dato loro i natali; ci sono paesi famosi per vecchi film come quelli di Don Camillo e Peppone che a Brescello (nella bassa reggiana) sono tutt’ora le star. Ci sono le ferrovie che costeggiano l’Etna e i treni che ti conducono negli stessi luoghi che George Gissing aveva descritto poco più che cent’anni fa.
Viaggiare lentamente è diventato sempre più complicato, quasi un lusso, e libri come questo possono riaccendere la curiosità per quei luoghi di cui nessuno parla più e che, in realtà, sono quanto di più prezioso il nostro paese ha da offrire.








