Il lago di Bolsena è una delle mete più interessanti se si amano gli sport all’aria aperta. Le sue dimensioni, che sembrano di poco conto, gli permettono invece di entrare nella top five dei laghi più grandi d’Italia. Qui, nell’alta Tuscia, è possibile dedicarsi a tantissime attività, ad esempio: si possono prendere lezioni di barca a vela oppure fare un tour tra uliveti e lungolago in sella ad un cavallo. Si può: fare il bagno in acque limpide, organizzare una giornata di trekking su percorsi in mezzo alla natura che ti portano ad ammirare piccoli borghi, dedicarsi ad immersioni subacquee, spingersi a fotografare la stupenda chiesa di Santa Caterina che troneggia su un’isolotto con scogliera quasi al centro del lago o…si può esplorare in barca (o in canoa) tutta la costa fatta di spiagge, tratti boschivi, paesini che si specchiano sull’acqua e passeggiate lungolago.

Sono state proprio le convincenti foto del nuovo lungolago di Capodimonte a farmi scegliere questa parte di lago per una spensierata tappa da dedicare all’ozio.

Peccato non averlo trovato.

Non l’ozio.

Il lungolago.

Il fatto è che, era così semplice arrivarci (si trova proprio in parallelo alla strada principale), che sono riuscita a farmelo sfuggire.

Mi sono persa però su un breve sentiero che mi ha portato a delle secche in mezzo alla vegetazione. Col sole alto in cielo e l’aria ferma, non potevo che gettare alle ortiche le scarpe per immergermi come i pescatori di telline con l’acqua fresca fino al polpaccio.

Avrei potuto osare di più, lo ammetto, tirarsi su i pantaloni mostrando solo le caviglie è una cosa che poteva dare scandalo nell’Ottocento ma ampiamente sdoganata tutt’oggi, sopratutto dopo l’ennesima ridicola moda dei pantaloni a zompa fosso.

Il problema è che con l’età, si perde la capacità d’improvvisare e di godere del momento. “E se mi bagno i capelli poi come li asciugo?” “Se mi vede qualcuno in mutande?” “E se poi inizia a tirar vento?” “E sei poi il gallo canta nove volte, dal cielo cascano caramelle gommose o una sirena viene a schiaffeggiarmi con la pinna della coda?”

Pensiamo troppo ed agiamo poco, il più delle volte può essere decisione saggia certo, è solo che in questo modo, si rischia di fare la fine del Pensatore di Rodin…si resta con il culo incollato ad una roccia.

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *