Antichissima città risalente al Paleolitico, grazie alla sua posizione strategica sul Mar Adriatico, è sempre stata oggetto di conquiste e diversi corteggiatori hanno cercato di annetterla ai propri stati. L’Italia ad esempio, la inglobò a sé per circa vent’anni. Fu il giovane d’Annunzio che, nel 1919, marciò alla volta della sua conquista.

In un’epoca in cui un uomo poteva essere molte cose, Gabriele fu: scrittore, poeta vate, drammaturgo, militare, politico, giornalista, patriota e simbolo del decadentismo.

“Troppa roba eccheccazzo!”

Mi sarei permessa di gridargli, “lascia fare qualcosa anche agli altri, mica ti danno un premio eh!?”.

E invece…ci pensò proprio Vittorio Emanuele III a regalargli una carica: Principe di Montevenoso. Sto d’Annunzio ne sapeva una più del diavolo.

Oggi Fiume è una delle perle della Croazia, quarta città più grande della nazione, ha un affaccio privilegiato sul Mar Adriatico ed un invidiabile porto che permette l’attracco a numerosi yacht di lusso. Tra le cose che consigliano di visitare ci sono un castello, un museo ed una cattedrale, né più né meno di ciò che si può vedere in qualsiasi città europea. Purtroppo io sono solo di passaggio e il poco tempo a disposizione non mi permette di scoprire nessuno di questi tesori, mi concedo però una passeggiata nel centro ed un breve giro del porto.

Cosa dire…Ci sono grandi palazzi dai colori tenui abbelliti da candidi stucchi, mi ricordano i quartieri centrali delle città nordeuropee; un enorme teatro poco distante dalla banchina ed inserito in un grazioso giardino, richiama l’eleganza dell’architettura russa, fiera e mastodontica. Difronte c’è il vecchio mercato coperto  e l’adiacente mercato del pesce, che merita una visita. Sono molto simili ai mercati di quartiere di Mosca, silenziosi, con poca merce esposta. Strutture bellissime e dal sapore romantico in contrasto con la semplicità di clienti e venditori.

A primo impatto la città mi aveva parecchio scoraggiata, troppi palazzoni grigi e sporchi, confusione di auto e pochissima gente a piedi che si trascinava scomparendo in anonime strade secondarie. Il centro invece è vivace, ricco di locali e di persone intente a godersi una passeggiata o il sole caldo mentre sorseggiano bevande seduti al tavolino di un bar.

In conclusione posso dire che mi è piaciuta? No. Ne sono rimasta totalmente indifferente.  É vero che non ho potuto approfondire la sua conoscenza ma, in sincerità, non ho trovato nulla che mi invogliasse a restare.

 

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