Prendo un battello per scivolare indisturbata sul Volga. La giornata di sole me lo permette rendendo gradevole l’escursione. Il tour sul fiume mi consente di vedere la città da un’altra prospettiva ed è come star seduti davanti ad una finestra sul mondo. La barca si allontana sempre di più dal centro. Si vedono in lontananza le colorate cupole a bulbo delle chiese ortodosse.

In Russia mi aspettavo di trovare un sacco di sfarzo, palazzi straordinariamente belli, donne bionde alte due metri e uomini con abiti presi in prestito dai film degli anni settanta e, ad essere sincera, nulla ha deluso le mie aspettative, poi, stringo gli occhi come a voler zoomare su una figura lontana e….vedo un uomo nuotare nel Volga…. ecco, questa, è una delle cose che non mi sarei mai aspettata di vedere!

Mi ha quasi sconvolto scoprire famiglie e bambini in preda alla calura estiva, gettarsi ilari in questo corso d’acqua di un colore così ambrato, così melmoso, così poco invitante. La cosa mi ha fatto riflettere: chissà quanto doveva essere bello una manciata di decenni fa, quando anche nelle nostre città era possibile fare una nuotata nei fiumi. Doveva essere una cosa incredibilmente figa! Mi è venuto in mente che in Arno si faceva il bagno non molto tempo fa e, probabilmente, anche in altri corsi d’acqua in tutto il paese. Pensa che meraviglia: esci da lavoro, fa caldo, ti spogli, e fai una nuotata da sponda a sponda per rinfrescarti un po’. Incredibile! Come siamo arrivati a distruggere il nostro habitat? Ma quanto siamo stronzi da uno a dieci?

Tornando a quell’uomo e alle sue bracciate lente, adesso provo quasi una certa invidia per la sua incosciente libertà.

Yaroslavl, è una delle tappe dell’anello d’oro e mi sorprende da subito per i suoi immensi spazi verdi. C’è un lungo fiume con un manto verde molto curato, aiuole ricche di fiori e piccoli alberi tondi come lecca lecca. Faccio una lunghissima passeggiata confondendomi tra centinaia di persone. Hanno tutti quell’andamento lento e distratto di chi ha appena mangiato otto portate e deve fare due passi per smaltire. Diciamo che si respira un’atmosfera rilassata, gli spazi sono così ampi, che è quasi impossibile non trovare un posto all’ombra dove fermarsi per un po’.

Sul campanile della chiesa di Uspenskij si ha la giusta visione d’insieme della città. I giardini della Strelka sono il vero teatro della vita all’aria aperta, tra fontane, chioschi e terrazze sul fiume.

Questa è la cittadina perfetta per fare lunghe passeggiate, per respirare aria fresca e per godere del silenzio e, se dopo  tanto camminare sentite un leggero languorino, concedetevi una delle pietanze più sfiziose della cucina georgiana: il khachapuri!

 

 

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