Autore: Alessandro Bongioanni
Non posso perdermi in chiacchiere stavolta. Il libro è straordinario. Come direbbe Alessandro Borghese: “Mi piace, voto: diesci”.
Tra le infinite curiosità regalateci da Bongioanni, un paio mi sono rimaste nel cuore e ve le riporterò in breve.
La prima vede come protagonista il povero Osiri. Primogenito dei figli del Dio Sole Ra (cioè Ra era il nonno), porta avanti il suo regno con successo, facendolo proliferare ed arricchire. Nel frattempo il secondo genito Seth, invidioso come pochi, escogita un piano per sbarazzarsene. Ad un banchetto si presenta con una piccola arca e, mostrandola a tutti dice: “chi riuscirà ad entrarci l’avrà in dono”. Ci provarono praticamente tutti ma nessuno ce la fece. Allora Seth disse “e vabbè dai, allora la porto via, che fai fratello, vuoi provarci anche tu?” Osiri, ingenuo come pochi, stette al gioco e si infilò nell’arca. Seth e i suoi complici non gli diedero nemmeno il tempo di accorgersene che subito la sigillarono col piombo fuso e la gettarono nel fiume. La moglie del povero Re lo ritrovò dopo tante peripezie e in tutto segreto lo riportò a casa. Seth, che di furbizia ne aveva da vendere, lo viene a sapere e, dopo averlo trovato, divide il suo corpo in 14 pezzi spargendoli per tutto il paese. Iside, povera consorte, si rimette alla ricerca del marito un’altra volta riuscendo a raccattare tutti i suoi pezzi tranne…. il membro virile. E vabbè, è inutile che continui, possiamo dire che il poveretto è conosciuto sia come grande Re sia per essere la prima mummia egizia (mancanza a parte).
L’altra storia elettrizzante che l’autore ci racconta è quella di Rodopi. Schiava greca di rara bellezza mentre si trova seduta sul greto del fiume Viene rapinata da un’aquila, e cosa le porta via? …una scarpa. Ovviamente essendo bottino non commestibile l’animale dopo un paio di volteggi in aria la lascia cadere. E dove la fa atterrare? Precisamente tra i piedi del Faraone. Egli, colpito per l’incredibile bellezza della scarpa, ordina che se ne ricerchi la padrona. Fu così che una schiava greca divenne la moglie del Faraone. Alla sua morte verrà eretta una delle prime piramidi per la sua sepoltura.
L’Egitto è un sogno ad occhi aperti per me e dopo aver letto questo libro, avrei voluto prenotare subito un volo per andare a vedere di persona tutto ciò che viene descritto in queste pagine.
Non credo che l’autore volesse creare una guida per futuri viaggiatori in terra d’Egitto ma, a parer mio, sarebbe perfetta! Oltre a coordinate, descrizione e dettagli storici, Bongioanni ci racconta anche le leggende e le verità celate dietro ogni luogo arricchendo così questa “visita da poltrona”.
La cosa che mi ha fatto sorridere è stato leggere dei vari studiosi provenienti da tutto il mondo che, attraverso i secoli, si recavano in Egitto per viaggi di studio o per diletto e poi…mentre passeggiavano…et voilà un enorme tempio in mezzo al nulla. Cioè mi domando come possa essere che fino al 21 marzo 1813 nessuno si fosse mai accorto che tra le montagne vi era una costruzione mastodontica come quella del Tempio Grande di Abu Simbel scoperto appunto, il 22 marzo da un viaggiatore svizzero. Una delle ultime scoperte è risalente addirittura al 1995 quando un americano trovò decine di stanze segrete all’interno della Tomba di Ramesse VI. Roba che probabilmente tutti quelli che hanno lavorato per anni e anni in quei luoghi o si stanno rivoltando nella tomba o si stanno mordendo i gomiti.
Non puoi fare come in casa con tua quando dalla camera da letto gridi a tua moglie che è in cucina: “tesoro dove sono i calzini?” “Sono lì nel cassetto” “Non li vedo!…” Ecco. Non puoi non vedere statue alte decine di metri o intere pareti scolpite. Lo trovo assurdo.
Forse il bello dell’Egitto è che ti da ancora modo di sognare che la magia non sia finita e che chiunque potrebbe ancora inciampare in qualcosa mai scoperto prima.








