Autore : Mark Twain
Uno degli autori più brillanti mai esistiti, eppure, questo suo libro mi ha tremendamente annoiato.
Peccato, è la prima volta che Twain mi delude.
Il giovane Mark intraprende un lungo viaggio in diligenza dall’Atlantico al Pacifico. Un viaggio pieno di difficoltà e scomodità, fatto di lunghi tragitti, cavalli al galoppo, polvere e freddo, incontri curiosi e talvolta molto pericolosi. Siamo nel tempo in cui sopravviva solo chi era più veloce a sparare; il periodo nel quale gli attacchi alle diligenze erano all’ordine del giorno e si passavano giornate intere nelle miniere alla disperata ricerca dell’oro.
“…era uno degli uomini più morti che mai siano vissuti…”
Certo che non doveva essere affatto semplice vivere in un mondo privo di leggi e se oggi abbiamo tour operator che pensano a soddisfare ogni nostro capriccio, a metà del 1800 c’erano solo tre figure alle quali potevi affidarti: il sovrintendente ai settori del tragitto (colui che organizzava i rifornimenti, il cambio di cavalli, la sostituzione dei conduttori, la riparazione delle carrozze e stabiliva quali locande potevano ospitare i clienti della diligenza), il controllore (quello che faceva il lavoro sporco controllando la linea ed il percorso, rischiava la vita affinché quella dei viaggiatori fosse salva) ed infine il conduttore (riceveva sempre il cambio ogni sei ore e non poteva mai percorrere più di un tot di km senza che gli fosse assicurato il giusto riposo. Erano i conduttori a morire per primi durante gli attacchi alla diligenza).
Il libro ci porta a scoprire un America sconosciuta, fatta di piccole città in mezzo al deserto, desperados, duelli, prime linee telegrafiche, miniere d’argento, mormoni, coyote e nascenti stazioni ferroviarie.
Nonostante ci siano le immancabili battute d’umorismo intelligente, il tragitto è così lungo che ad un certo punto ho pensato non sarebbe mai finito.
Un romanzo per chi ama i viaggi scomodi, quelli pieni di accadimenti inaspettati e di difficoltà, un resoconto di vita vera che però non ha incontrato i miei gusti, d’altronde dovevo aspettarmelo… mi hanno sempre annoiato i film western con gli indiani a cavallo, i pistoleri e le porte a doppia apertura stile saloon, non poteva essere altrimenti.








