Sorrido a tutti gli uomini di età compresa tra i trenta e i quarantacinque anni. Hai visto mai che qualcuno ci casca mi invita a cena e poi, dopo un paio d’ore di grasse risate, capisce che sono maledettamente simpatica e decide di tenermi qui con sé, in questo luogo incredibilmente bello, per sempre! 

Aspiro alla storia a lieto fine del cagnolino abbandonato. Quello dei video che ogni tanto ti capita di vedere, quello con gli occhi stanchi e tristi che ti spezzano il cuore. Non hai posto, non hai tempo, non hai nemmeno dimestichezza con le piccole creature ma, non puoi fare a meno di dire “oddio é così dolce, lo porto a casa con me!” 

Ma qualcosa mi dice che la cosa non sta funzionando. Per non sembrare troppo “alla ricerca”, concedo dei sorrisi anche a donne, anziani, neonati e pali della luce.

Continuo a camminare sotto il caldo sole della California regalando sorrisi a bocca aperta come fossi lo sponsor di una nuova marca di dentifricio al fluoro. Ho i crampi alle guance ma non importa. Seguo le indicazioni stradali sino alla spiaggia. Capisco di essere arrivata non appena scorgo l ‘imponente Hotel del Coronado dietro cui si cela l’oceano.  

Palcoscenico per eccellenza di effusioni amorose e di istanti di puro romanticismo, la spiaggia è un vero classico se si è alla ricerca di un luogo che ti restituisca la giusta ispirazione.  A Coronado Island la sabbia si muove con i raggi del sole che, rincorrendosi, svelano il suo color oro.

Avete mai reindossato i calzini e le scarpe da ginnastica dopo aver passeggiato a lungo sul bagnasciuga di una spiaggia dalla finissima sabbia? Porca miseria! É tra le cento cose più fastidiose al mondo. Puoi provare ad utilizzare i calzini come straccio da combattimento per schiaffeggiarti i piedi per due minuti interi puoi anche provare a pulirti con delle salviette imbevute ma, quei piccoli granelli resteranno comunque incollati a te, ‘donandoti’ quella sgradevolissima sensazione di ruvidezza salata ad ogni passo.

Ritorno verso San Diego, senza un marito, con i piedi sporchi ma con un’indimenticabile giornata in tasca; accendo la fotocamera del telefono, la giro verso di me come fosse uno specchio e mi regalo quello che per oggi è senza dubbio il mio miglior sorriso.

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