“Uè Nico’ vienet a piglia’ nubbellu cafè!”

“Nu puzz song’ i frett’ me ne aggiaì a cas.”

“Evvabbuò ci virimm chiù tard!”

Nicola saluta frettolosamente gli amici del bar e cammina a passo svelto verso casa, infila la chiave nella toppa e apre la porta con così tanta forza che la maniglia va ad intaccare l’intonaco della parete.

“Che succede!” Grida la moglie dalla cucina. La donna tutta allarmata fa capolino con il secchio e lo strofinaccio in mano.

“Che stai facendo amore?”

“A te che sembra? Sto pulendo a terra in cucina che quel cretino di tuo figlio ha fatto cadere la bottiglia dell’olio ed ha combinato un disastro!”

“Vabbè dai siediti per un secondo che ti devo dire una cosa”

“Mi fai preoccupare!” La moglie si avvicina al divano, si siede e appoggia davanti ai piedi il secchio con l’acqua sporca.

“Dimmi Nicola! Non mi far stare in ansia!”

“Ti ho comprato una cosa!”

“Uggesù e cosa?”

“Un castello!”

“Un casatiello?”

“No no un castello!”

“Stai pazziando?”

“No! Ho comprato all’asta il castello aragonese.”

La donna si alza e lascia cadere lo straccio dentro al secchio. Delle gocce schizzano fuori e vanno a macchiare il tessuto del divano e i pantaloni del marito.

“Nicola..”

“Sì amore?”

“Nicola io ti ringrazio per avermi comprato un castello, adesso però te ne devi andare…” La donna lo prende per il gomito trascinandolo vicino alla porta d’ingresso “…devi tornare a casa solo dopo avermi comprato anche un paio di camerieri! Hai capito!” La voce si alza improvvisamente e gli occhi sembrano voler balzar fuori dalle orbite “…Perché se credi che mi metterò a pulire tutto il giorno sto cazz’ i castello, fattelo dire Nicò… tu siiscemoproprio!”

Più o meno sarà andata così la storia, sta di fatto che se noi oggi possiamo visitare questo castello, godere di tutto il suo splendore e affacciarsi dai suoi punti panoramici (che definirei a dir poco suggestivi), dobbiamo ringraziare il signor Nicola Ernesto Mattera che l’8 giugno del 1912 lo acquistò all’asta.

Quest’isola tidale dal fascino romantico che affaccia su Ischia Ponte è tornata al suo antico splendore grazie alle imponenti opere di restauro che Mattera fece eseguire.

Oggi la proprietà è quasi interamente visitabile, eccezion fatta per un’area privata dove stanno i padroni di casa, ci sono: un albergo, un ristorante, gli orti e i giardini, la cappella, la zona museale, la terrazza col bar ed un percorso pedonale tra giardini e sentieri che gira lungo l’isola e che, devo ammettere, mi ha affascinato moltissimo.

Ecco un po’ della sua storia.

Nel Quattrocento il buon Alfonso V D’Aragona fece costruire un traforo nella roccia per poter accedere al castello in maniera più agevole. Eh sì, perché sino ad allora l’unico accesso era via mare. Ve la immaginate la scena? Signorotti panzoni seguiti da militari e servi che si dovevano arrampicare su una scala calata sulla roccia per poter accedere al palazzo? Chissà quanti ne saranno caduti in mare? Poi, nel 1500 il castello di proprietà di Vittoria Colonna, ospitò artisti prestigiosi come Michelangelo, Ariosto e il poeta Sannazzaro. Divenne successivamente una fortezza che ospitava centinaia di abitanti che vivevano del loro raccolto e delle provviste stipate prima dei lunghi assedi.

“Hai sentito chi è di nuovo incinta?”

“Chi?”

“Donna Concetta”

“O’ vero?”

“Sì questo è già il terzo!”

“A quanto pare sta scurnacchiata non ha capito che qua stiamo già stretti!!”

Vivere in tanti in uno spazio confinato non dev’essere semplice, ma facciamo un salto fino alla fine del 1700 quando il castello divenne un carcere politico. Distrutto in parte durante l’800 a causa degli scontri tra Borboni e francesi, venne poi abitato da suore clarisse e in seguito da monaci. Dovremmo aspettare l’Avv. Mattera per le imponenti opere di ricostruzione e restauro (fa costruire anche un ascensore il cui percorso è ricavato nella roccia) e grazie a lui negli anni ’90 il castello apre le sue porte al pubblico.

Il castello aragonese è una delle maggiori attrazioni di Ischia, di giorno è un vero incanto ma, la sera, quando il mare si calma e si tinge d’argento e le luci del palazzo si accendono, è davvero piacevole camminare sul lungomare ammirandolo.

 

 

 

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *