Autore: Maria Perosino
Un libro semplice, in alcuni passaggi un po’ banale ma simpatico. Perosino appare spigolosa ed acida quanto basta per far sorridere il lettore; alcune delle sue osservazioni sono un po’ scontate ma qualora ci fossero in giro ancora donne che non hanno mai intrapreso un viaggio da sole e non sanno come muoversi, questo potrebbe essere il libro giusto nel quale trovare piccoli consigli utili e la voglia di sentirsi libere di scegliere.
Bello il concetto espresso nelle prime pagine: l’autrice confessa che il viaggio non è altro che un elemento ordinario in cui infilare la vita e non il contrario, fa quindi del viaggiare un elemento portante dell’esistenza e non una semplice metafora od orpello.
Viaggiare da sola non significa necessariamente essere una persona solitaria, la solitudine non è uno stato d’animo ma una circostanza, e Perosino ci tiene a sottolineare che si possono comunque fare incontri piacevoli e qualora non accadesse sarà solo perché la nostra stessa compagnia ci basta.
Senza un compagno/a di viaggio non si hanno litigate su come caricare l’auto, su come guidare, su quale strada scegliere, quando svegliarsi, cosa visitare….niente discussioni, non esiste più il concetto del ‘rimandare’: voglio entrare in un museo? Lo faccio! Voglio fermarmi in un ristorante? Lo faccio! Voglio sedermi su una panchina a scrutare l’orizzonte, fare shopping, bere sette tazze di tè, salire sulle montagne russe, riposare in albergo o fare notte inoltrata…lo faccio. Certo, mancherà il poter dire “vado un’attimo in bagno, ti lascio la borsa e la valigia me le controlli tu per favore?”, ma se il giusto andamento di un viaggio si deve basare sulla comodità dell’utilizzo di una toilette, allora meglio non partire proprio.
Nel testo Perosino ci lascia alcuni suggerimenti su come riempire la valigia, come approcciarsi ad una mappa della città e come scegliere un ristorante; devo dire che anche mio padre negli anni ’90 si fermava a chiedere agli abitanti del luogo il miglior posto dove mangiare perciò, mi permetto di dire che non è proprio un consiglio il suo ma, un’ovvietà universale: meglio chiedere alle persone, che consultare in maniera maniacale le recensioni on-line.








