“Guarda lì c’è un posto!”

“Sì ma è dall’altro lato della strada, aspetta che torno indietro, provo a svoltare qui a destra.”

“Brava fai il giro dell’isolato.”

“No cacchio! Adesso ho l’obbligo di svolta a sinistra… vabbè magari la riprendo da dietro.”

“Vai, prova ad andare dritto fino alla rotonda.”

“No merda! Mi fa rigirare a destra adesso.”

“Vabbè guarda lì c’è un semaforo, rallenta così diventa rosso e vediamo dove possiamo svoltare. Magari prendendo a sinistra laggiù riusciamo a tornare sulla strada principale.”

“Noooo! Merdissima! Ancora obbligo a sinistra.”

“Mi sa che ci siamo allontanate troppo.”

“Ti sa!? Secondo me non siamo nemmeno più a Cardiff!”

“Esagerata…comunque accosta va, così reimpostiamo il navigatore!”

 

Che poi ….la nostra brutta abitudine tutta italiana di fare inversione ad U su striscia continua per accaparrarci il parcheggio libero, certe volte, non è poi così campata per aria.

Cardiff è la capitale del Galles e, ad eccezione della zona portuale nella quale antico e moderno si sposano egregiamente, direi che sia una città fedele al gusto tradizionale e all’eleganza vittoriana che la contraddistingue.

Il castello è uno dei pochi edifici del Paese ad essere visitabile. Pare che la prima sua costruzione risalga addirittura al 55 d.C.; all’epoca non era altro che un piccolo forte romano, ma nel corso dei secoli venne ampliato, modificato, demolito e ricostruito. Quello che oggi possiamo visitare è frutto dell’ultima ristrutturazione eseguita nella metà del 1900, da allora è stato conservato tutto è rimasto immutato persino i sontuosi arredi degli anni ’40 che abbelliscono le sale.

 

Una delle cose più singolari e simpatiche che abbia mai visto si trova però fuori dal castello. A sinistra dell’ingresso principale infatti c’è un curioso muro non molto alto costruito in pietra sulla cui sommità si alternano degli animali in pietra. L’ Animal Wall venne eretto tra il 1881 e il 1890 e delinea una piccola parte del perimetro del vasto Bute Park che fiancheggia la proprietà del castello. Originariamente si potevano ammirare: una lince, due leoni, una leonessa, una foca, un orso, un lupo, due babbuini e una iena poi, negli anni ’30, vennero aggiunte altre sculture: un pellicano, un formichiere, due procioni, un avvoltoio, un castoro e un leopardo.

Usciamo dalla visita al castello soddisfatte ma non troppo.

“Pensavo ci fosse molto più da vedere”

“Sì anch’io. Che dici, facciamo un giro in centro?”

“Certo!”

Basta attraversare la strada per immergersi nel magico mondo dei pub e delle antiche gallerie commerciali in perfetto stile vittoriano. Ci si distrae facilmente sbirciando all’interno dei locali arredati con classe e delle vetrine che mostrano articoli strani e dal gusto bizzarro.

A proposito di gusti bizzarri…. se sentite brontolare lo stomaco, Cardiff ha dei prodotti tipici semplici e genuini un po’ particolari che magari potreste apprezzare: il Welsh Rarebit (fette di pane bianco con il formaggio fuso sopra), il Laverbread (l’alga di un verde molto molto scuro che si trova lungo la costa, cotta e servita come contorno o mischiata con avena e mangiata come spuntino) oppure… la Bara Brith che, forse, non ha proprio un nome invitante ma, è il pane dolce e speziato più amato dai gallesi.

 

 

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