Autore: Alan Macfarlane
Difficile trovare un libro che non insegni qualcosa, eppure ce ne sono in commercio. Questo testo non fa parte di quella categoria, anzi, lo stile ‘lezione universitaria’ (del resto lui è docente al King’s College di Cambridge) lo rende persino un po’ troppo prolisso ed algido.
Non prediligo i testi in cui vengono riportate decine di citazioni di altri autori, la velocità di lettura rallenta e ne risente l’attenzione, nonostante ciò…Macfarlane riesce a descrivere tutti gli aspetti della realtà giapponese mettendo a confronto la loro società con quella occidentale.
Ne viene fuori un resoconto puntuale di come i giapponesi si approcciano alle religioni, alla scuola, all’arte, al sesso, al lavoro, alla famiglia, ai rapporti sociali, alla cucina, al tempo e alla natura. Dagli anni Novanta (anni durante i quali il Professore lavora e viaggia in Giappone) ad oggi, non sembra siano cambiate molte cose, e per fortuna aggiungerei! dato che le loro tradizioni sono così particolari e il loro temperamento è così gentile, che sarebbe un peccato perdere la cultura nipponica per assecondare l’alienante progresso occidentale.
“…i giapponesi sono riusciti a creare una società competitiva in cui manca la competizione, ed è a questo principio che si sono sempre attenuti…”
“…i giapponesi non sono schiavi del tempo: lo gustano, lo assaporano, lo rimpiangono e lo usano…”
Per ogni aspetto della vita, della quotidianità e della tradizione del popolo giapponese, viene offerta la sua storia, la chiara spiegazione e qualche simpatica curiosità.
Grazie al suo soggiorno in Giappone l’autore ha modo di fare amicizia con un discreto numero di persone e questo gli consente di formulare domande personali (anche indiscrete) per cogliere la vera essenza delle antiche tradizioni.
Il carattere dei giapponese è alquanto singolare, ci sono molte ritualità che non hanno nulla a che vedere con la religione ma sono regole di comportamento ed educazione che permangono attraverso i secoli.
“…il sesso a pagamento è un banale momento della vita quotidiana, tanto che non è insolito che siano le mogli giapponesi a saldare mensilmente i conti delle visite dei mariti alle case di tolleranza…”
Fa strano leggere una cosa simile vero? Ma di stravaganze se ne possono scoprire parecchie in questo libro, ad esempio: ci si può chiamare con più nomi nell’arco della propria vita? É possibile avere un intero grattacielo pieno di video giochi? Come mai i fili elettrici sono tutti aggrovigliati per le strade? Sul punto di morte una persona può decidere di lasciare tutto in eredità ad un estraneo alla famiglia? Ci sono delle regole per comporre un mazzo di fiori?
Riassumendo: un’infinità di temi e particolarità. In questo libro Macfarlane ci spiega il Giappone in poco meno di trecento pagine.
“…se in Giappone c’è un contrasto tra testa e cuore, vince il cuore. …”
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