Mettiamo subito in chiaro un punto. Non sono riuscita a vedere il teatro anatomico di Palazzo Bo perché gli orari inseriti sul sito non corrispondevano alla realtà e per questo mi sono dispiaciuta, anzi no, direi offesa, per la frequente mancanza di aggiornamento di alcuni siti internet italiani. Adesso che la mia scarpa è priva di sassolini posso introdurvi a questa piacevole, elegante e festosa città.

Padova è piccola, ricca di luoghi suggestivi e con uno tra i più stimolanti centri storici italiani.

Come prima cosa mi do la carica con un super gustoso caffè Pedrocchi e una fetta di torta al cioccolato, caffè e menta. Non economicissima come pausa di metà mattina ma, se non c’è nessuno nei paraggi a sentenziare su calorie e trigliceridi, è decisamente perfetta.

Il Palazzo della Ragione è la prima meta: il suo salone in legno completamente dipinto è gigantesco, sembra di stare nella pancia di una barca capovolta. Le finestre e i corridoi esterni offrono una vista privilegiata su Piazza delle Erbe e Piazza dei frutti.

Il mercato regala un’atmosfera quasi orientale, c’è un buon profumo di frutta matura, di fiori; sono immersa nel  parlottio dei commercianti e sento lo stridio delle buste di plastica piene che sobbalzano scontrandosi tra loro ad ogni lento passo. I palazzi del centro storico sono affascinanti, con guglie e decorazioni; la torre dell’orologio, il Duomo, il piccolissimo Battistero, le piazzette nascoste, i ponti che regalano straordinari riflessi, i lunghi portici e i mille coloratissimi locali, uno per ogni gusto.

Prato della Valle è la piazza più particolare che abbia mai visto. Decine di statue si ergono lungo i bordi dell’anello ovale, il canale divide l’asfalto da un manto erboso. E’ una tra le piazze più grandi d’Europa e senza la confusione del mercato, offre un rifugio stranamente silenzioso e rilassante.

Poco distante c’è il giardino botanico, tappa fissa in ogni città che visito; quello di Padova è sorprendentemente interessante: c’è la parte storica, con le antiche mura, i giardini recintati da cancelletti in ferro arrugginito, basse fontane e, una parte nuova costruita quasi interamente in vetro, così bella da farti venir voglia di distenderti sul prato sotto il sole ad ammirarla. L’orto botanico per me è uno dei luoghi più rilassanti e rigeneranti, in qualsiasi stagione regala una piccola magia riuscendo a ritemprare persino un animo soffocato dal tran tran cittadino.

Inevitabilmente la maggior parte della gente viene a Padova per il Santo. La chiesa a lui dedicata è enorme, così grande da essere quasi imbarazzante: al suo interno ci sono negozi, zone di preghiera, salette per la confessione, un’erboristeria, souvenir di ogni tipo e per tutte le tasche, chiostri e cappelle. Delle grosse insegne al neon ti indicano i vari punti d’interesse all’interno delle navate della chiesa. Mi perdo ammirando le bellezze di questa struttura e poi leggo l’insegna “penitenzieria”. Mi viene subito in mente il film di Pieraccioni ‘il pesce innamorato’, la scena in cui lo zio fallisce dopo aver aperto la pinoleria e vuole mettere su una parrucchineria.

Personalmente preferisco visitare gli Orti Botanici ma, come si dice, ognuno guarda ciò che vuole vedere.

Se volete ammirare la città dall’alto vi consiglio di andare all’osservatorio astronomico. Strano avere un’osservatorio in città vero? E in effetti la definizione non è proprio delle più calzanti ma, una guida molto più preparata di me, vi racconterà tutta la storia di questo luogo, accompagnandovi sino in cima alla torre più alta di Padova dalla quale si può assistere ad un poetico tramonto sulla città.

Non dimenticate di prenotare la visita alla cappella degli Scrovegni con larghissimo anticipo! E’ stato l’ultimo luogo visitato e anche il più bello di questo intenso fine settimana padovano. Un vero capolavoro che ti tiene con la testa all’insù e gli occhi appoggiati su una volta stellata.

 

 

 

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