Ho sempre trovato divertenti le assurde domande proposte da google in relazione ad una qualsiasi ricerca digitata come, ad esempio, i pinguini hanno le ginocchia? Cosa mangiano gli alieni? Si può piangere con le lenti a contatto? Quanto è lunga un’onda lunga? Si può scivolare su una buccia di banana? Cosa fare se un leone ti attacca? Quanti peli ha un gatto? Quanti piedi ha un millepiedi? Come si scrive wow? Si può sopravvivere se vieni inghiottito da una balena?
Che poi t’incuriosisci e la risposta la leggi comunque anche se: non abiti vicino l’Oceano, non vai a nuotare nell’Oceano, le probabilità che tu venga ingoiato da una balena sono infinitesimali ma infondo pensi… ‘non si sa mai!’.
Scopri quindi che un’uomo nel 2021 è stato davvero fagocitato da un grande cetaceo, si chiama Michael Packard e sta bene. Una volta trovatosi nella bocca della balena, ha iniziato a muoversi convulsamente agitando le braccia in aria come fanno le ragazze nei cessi pubblici con la luce a tempo, ed è riuscito così a provocare uno starnuto che lo ha fatto sbalzare fuori dalla bocca dell’animale.
Una storia che ricordo bene perché, dopo aver letto che ne era uscito incolume, provai una leggera invidia per la sua assurda disavventura, del resto, non è da tutti poter raccontare vicende come questa, la cosa più pazzesca che posso raccontare io è di quella volta che un gatto accoccolatosi sulla mia pancia, mi ha vomitato sulla camicia.
Resto per un po’ in piedi davanti a questo scheletro di balenottera lungo 15 metri. Nereo è il nome dato al reperto ed è la seconda ossatura di cetaceo che vedo (l’altra è quella di Hope del Natural History Museum di Londra).
Dopo un’ultimo sguardo a quei resti appesi nel bellissimo chiostro della struttura, che in fondo da vicino non sembrano poi così enormi, penso: “Chissà quanto doveva essere grande la balena che ha inghiottito quel pescatore?!”
L’edificio che ospita questo particolarissimo museo un tempo era un monastero camaldolese, le grandi finestre in legno, i soffitti dipinti e il mobilio di pregio, rendono tutto l’ambiente museale ancora più prezioso. In Toscana è uno tra le raccolte scientifiche più antiche infatti, le collezioni all’interno delle sale sono il frutto di ben due secoli di lavoro.
Fu il medico Pirro Maria Gabrielli, insieme ad altri colleghi, ad istituire l’Accademia dei Fisiocritici nel 1691; riuscirono a creare una vera e propria società culturale alla quale parteciparono illustri scienziati come Alessandro Volta, Louis Pasteur e Carlo Linneo.
Tra gli oggetti esposti più particolari ho trovato: la mascella di un ippopotamo, un vitello a due teste, una collezione di funghi in terracotta, un’altra di acque minerali ed un meteorite caduto nella campagna senese nel 1794. Quest’ultimo, nel campo storico-scientifico, è uno dei ritrovamenti più importanti mai stati fatti.
Un museo ricco ed interessante nella sua interezza, ed è diviso tra sezione di geologica, zoologica, anatomica e botanica; stranamente è poco conosciuto ed è un vero peccato perché è un luogo affascinante e di notevole importanza scientifica.
(L’ingresso è ad offerta libera).







































