Autore: Léo Gerville-Réache
Pare che mentre sorvolavano l’oceano Atlantico, qualcuno ebbe la cattiva idea di accendersi una sigaretta. Mi immagino la scena più o meno così:
Una giovane ed esile giornalista con abito lungo calze e scarpe di vernice si intrattiene in un’amabile conversazione con un giovane nobile quando all’improvviso, infastidita da qualcosa, si blocca e inizia ad annusare nervosamente l’aria.
“Sento odore di fumo.”
“In che senso?” dice lui.
“Che cazzo vuol dire in che senso? Sento puzza di fumo! Cosa non ti è chiaro?!”
“Fumo di cosa? Di cucina? Magari è il cuoco che sta preparando il dolce per la cena.”
“No. É proprio odore di tabacco. Tu non lo senti?”
“Ma come di tabacco…merda hai ragione inizio a sentirlo anch’ io!”
Un altro passeggero passando lungo il corridoio interviene incuriosito
“Senti anche tu cosa? Che state facendo?…Ehi ….un momento… cos’è sta puzza di sigaretta! Per caso stavate fumando? Vado a dirlo al comandante!”
“Lei è matto?” Esclama la donna indispettita “Lo sanno tutti che è proibito portare tabacco a bordo, non lo faremmo mai noi, dev’essere uno di quelli saliti a bordo a New York.”
“Diamo l’allarme?”
“É nostro dovere suppongo.”
“Accorreteeee! Qualcuno fumaaa qualcuno fumaaaa!!!”
Nel frattempo un giovane dal bell’aspetto esce dalla stiva con un sorriso in faccia e l’aria del tutto ignara.
“Che cazzo stavi facendo lì dentro?” Il nobile lo prende per il bavero della giacca.
“Annusalo! Senti se puzza!” Grida la donna.
“Sì puzza!”
“Defenestrateloooo!” La donna completamente impazzita prova a tirargli su le gambe per gettarlo dalla vicina finestra.
“Ferma! Calmati!” Il giovane ragazzo la prende per le spalle e la trascina via per farla rinsavire.
“Non puoi buttarlo di sotto. Piuttosto…spacchiamogli la faccia…” e dopo aver pronunciato queste parole un destro e poi un sinistro e poi un altro destro vanno a colpire il viso del furbo fumatore….
Ed è così che immagino vengano risolte le cose a bordo di un dirigibile alla fine degli anni Venti.
L’Autore è molto più bravo di me a raccontare gli avvenimenti, anche perché (dettaglio non trascurabile) lui era presente. Léo, giovane giornalista del quotidiano francese Le Matin, fu invitato insieme ad altri fotografi e giornalisti di varie nazionalità, ad uno dei viaggi più incredibili della storia: il giro del mondo a bordo dell’aeronave Zeppelin.
Il 15 agosto del 1928 alle ore 4.35, nove illustri invitati della stampa e il personale dell’equipaggio, salirono a bordo del dirigibile più grande mai realizzato, un aeronave di 105.000 metri cubi di volume con motori di 2700 cavalli di potenza, 400 kg di benzina consumati ogni ora, una media di 120 km/h percorsi a circa 500 metri di altezza dal suolo.
Il giro del mondo si completò alla quarta ora del ventunesimo giorno dopo essere partiti dalla città di Friedrichshafen in Germania passando sopra i cieli della Siberia e dell’Asia sino a raggiungere Tokyo, poi oltre il Pacifico fino a San Francisco, sorvolando gli stati americani ha raggiunto New York e poi tutto a dritto sull’Atlantico sino a casa.
La cosa bella di questo racconto non sono di per sé i record raggiunti (primo dirigibile che fa il giro del mondo e primo veicolo a sorvolare tutto il Pacifico) quanto la descrizione delle cabine del veicolo, i personaggi che le occupano e le loro avventure durante le tre soste per rifornimento (Tokyo, Los Angeles e New York).
Simpatico e gradevolmente scritto. Con dei compagni di viaggio così anch’io sarei voluta partire per questa avventura, l’autore li ha descritti assai brevemente ma risultano uno più simpatico dell’altro.
Mi è piaciuto leggere della gioia della gente che si riversava nei campi e per le strade di città al passaggio del dirigibile sopra le loro teste; geniali i paracaduti piccoli per far arrivare a terra i rullini fotografici in modo da permettere ai giornali di pubblicare gli scatti fatti ad alta quota.
“…Nei prati, al rumore dei motori, le mandrie s’impauriscono e corrono via, ma vicino alle siepi che circondano le fattorie gli uomini e le donne restano immobili per l’emozione e la gioia..”
Un viaggio anzi un’avventura fuori dall’usuale ed incredibilmente coraggiosa, che ci porta a trascorrere serate in compagnia di geishe, ci fa aver paura delle tempeste in alto mare, ci permette di esultare per un incendio sfiorato e poi, ci riaccompagna a terra dopo averci mostrato il mondo da un’altra prospettiva.








