Una delle mete più conosciute della Nuova Zelanda e probabilmente la più spettacolare. A dir la verità a me ha emozionato molto meno delle aspettative ma questo non conta infondo.

Il fiordo Milford Sound si estende per quindici chilometri, l’acqua scorre incastrata tra pareti di roccia ripidissime ricoperte da foreste verdi, alcune arrivano sino a 1200 metri di altezza. L’acqua cambia colore improvvisamente, delle zone sono di un verde limpido e chiaro come lo smeraldo e altre sono di un blu profondo e imperscrutabile.

Mentre la barca scivola via, un piccolo delfino insegue la sua mamma e tutti improvvisamente fanno il tifo per lui con cori da stadio. Più in là, su delle rocce lisce e scure, c’è una foca che prende il sole. Ha il collo all’insù e un atteggiamento tronfio.

Arrivati in mare aperto ci si guarda indietro e quel corridoio appena attraversato, sembra proprio far parte di un’altro pianeta; la bellezza della Natura incontaminata si palesa davanti ai tuoi occhi con tutta la sua forza e maestosità. Se vuoi sentirti piccolo e inutile, questo è il posto giusto. Persino le grandi navi sembrano un puntino nero in un mondo a colori.

Ci sono luoghi nel Pianeta che appaiono, fortunatamente, come ancora inesplorati. Questo ne è un esempio e poterli visitare come fanno bravi ospiti che dopo il caffè tolgono il disturbo, è una delle cose migliori del viaggiare. Se all’improvviso da dietro un arbusto, avesse fatto capolino un animale preistorico o si fosse alzato in cielo un volatile dalle ali rosa fluorescenti e il becco dorato, beh…non mi sarei stupita affatto!

Mildford Sound ti fa venir voglia di urlare a pieni polmoni : “è tutto così perfetto anche senza di me!” senza comunque farti sentire una vera nullità; Mildford Sound, ti ricorda che siamo noi ad aver bisogno della Terra e non il contrario.

 

 

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