“Dai basta non insistere! Ti ho già detto che non ci sei nella canzone!”

“Non ci credo. Cantala un’altra volta!”

“Che palle! Va bene ma spostati che mi stai alitando addosso.”

Prendo fiato e ricomincio da capo.

“Ci son due coccodrilli ed un orango tango, due piccoli serpenti e un’aquila reale, il gatto, il topo, l’elefante non manca più nessuno solo non si vedono i due liocorni. Hai visto?! Che ti dicevo? Non siete menzionati nella canzone.”

Si allontana scocciato e offeso.

I wapiti non solo sono permalosi sono, sopratutto, molto insistenti.

All’ingresso del parco, sembra di stare in una puntata di airport security. I cervi fermano le auto senza farsene sfuggire nessuna. Le ispezionano sono capillari, vengono passati in rassegna tutti gli occupanti del veicolo e vengono annusati e guardati con circospezione tutti i bagagli. Ovviamente il cibo viene trattenuto dai cornuti anziani i quali, con atteggiamento solenne, concedono il passo agli intrepidi avventurieri.

É esilarante sentire le grida e le risate dei passeggeri delle auto che cercano di fare lo slalom tra i quadrupedi; si sente odore di selvaggio e di sterco; i bambini più piccoli allungano una mano per regalare una rapida carezza sotto gli occhi terrorizzati dei genitori. Finestrini si alzano e finestrini si abbassano, i freni stridono e le chiusure centralizzate si bloccano. É divertente e stressante nel contempo.

Riusciamo a passare nonostante non avessimo cibo da cedere e proseguiamo a passo d’uomo su una strada a senso unico letteralmente immersa nel verde.

Come alla finale di Wimbledon muovo la testa a destra e a sinistra in cerca di animali da coccolare con lo sguardo.

Ce ne sono tantissimi e di diverse specie e camminano senza timore tra questi piccoli laghi, colline erbose, boschi e prati. Proseguono la loro vita non facendo caso agli umani e alle auto rumorose e puzzolenti come fossero del tutto rassegnati a questa perenne condivisione di spazi.

Con la sfrontatezza di un ospite indesiderato che citofona all’ultimo minuto, guido con la massima cautela e da dietro al finestrino, sorrido ad ogni nuovo avvistamento.

I cervi sono gli animali più intraprendenti di tutto il parco. All’aria di sosta (dotata di bagni, ristoro, parco giochi per bambini, punto informazioni, shop) si avvicinano (per niente intimoriti!) in cerca di carote fresche (che ovviamente puoi acquistare sul posto). La cosa che mi sorprende non è la loro abilità e la rapidità nel toglierti il cibo dalle mani ma il fatto che, se disgraziatamente una carota di cade a terra e tu la raccogli per porgerla di nuovo…col cavolo che se la mangiano! Ne vogliono una nuova presa dal sacchetto.

Come tappa non programmata è stata una bella scoperta.

La vicinanza con gli abitanti di questo parco si rivela una straordinaria emozione e, mentre guadagnano l’uscita, è ben chiara una cosa: anche se decidiamo gli spazi e i confini entro i quali devono vivere le altre specie, gli ospiti in questo Pianeta non sono gli altri animali, siamo noi.

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