Sur le pont d’Avignon
On y danse, on y danse
Sur le pont d’Avignon
On y danse tous en rond

Proprio come la canzone natalizia jingle bells, il successo dei Queen we are the champions e l’inno di Mameli, nonostante il testo sia corposo, le persone ricordano solo il ritornello. Bastano infatti queste quattro brevi righe a far tornare alla mente dei visitatori, il periodo d’infanzia durante il quale andava in voga cantarlo a squarciagola tenendosi per mano e girando in cerchio.

Ed è quello che fanno tutti i turisti (non importa l’età o la nazionalità) su questo ponte si balla con lo stesso entusiasmo di un lunedì sera nelle balere di periferia, saltellando e sorridendo mentre dei parenti o qualche sconosciuto ingaggiato per l’occasione, riprende la scena con un cellulare.

La cosa più curiosa non è però data dagli spettacoli esilaranti di tutte queste simpatiche persone, bensì dal fatto che il ponte ha perso un pezzo e finisce proprio in mezzo al letto del fiume Rodano; infatti solo quattro arcate su ventidue son rimaste in piedi dalla fine del 1100 e, nonostante detta così sembri un luogo da poco, è in realtà quasi più famoso della casa di Babbo Natale.

La storia vuole che il ponte sia stato edificato grazie al sogno di un giovane pastore che ricevette tale richiesta di costruzione da un Angelo. Il ragazzo andò subito a dirlo al Vescovo (che poi darà il nome all’opera) il quale, per prenderlo in giro gli disse che lo avrebbe fatto solo se lui fosse riuscito a sollevare un grosso macigno. Il pastorello però, nonostante fosse esile come un adolescente alla prova costume, riuscì nell’impresa. La leggenda aggiunge un altro particolare interessante: la grande pietra da lui sollevata, pare sia ancora incastrata nella parte portante del ponte.

Per quanto riguarda invece il famoso motivetto, ciò che ci viene raccontato è che sia stata una canzone nata tra i tavolini delle osterie che si trovavano proprio sotto al ponte lungo la costa. Le persone che si riunivano lì per passare il tempo, divenute un po’ alticce, manifestavano cantando e ballando tutta la loro allegria alcolica.

Nonostante sia un ‘ponte a metà’, ha davvero un fascino particolare: ci si accede attraverso una delle fortificazione facente parte delle lunghe mura perimetrali della città antica, si cammina su di un ponte levatoio, si passa sopra la strada trafficata e poi si raggiungono le due cappelle sovrapposte dedicate ai Santi  Nicola e Benedetto. Stando in piedi all’estremità del ponte si può godere di una vista stupenda, alle spalle e tutt’intorno c’è l’ampio Rodano che scorre delimitato da fitta vegetazione e case galleggianti colorate, mentre davanti si può ammirare l’imponente Palazzo dei Papi che sovrasta tutto ergendosi al di sopra delle mura.

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