Abbasso il finestrino e sporgo la testa guardandomi intorno in cerca di panni stesi mossi dal vento, ma non ne vedo nemmeno uno. L’aria ha il profumo di lavanderia, un buon profumo, non come quello delle lava e asciuga a gettoni dove la gente ci porta le cucce dei cani nonostante ci siano enormi cartelli che vietino di farlo.

Più ci si avvicina alla fabbrica, più l’odore del profumo di sapone Marsiglia si fa intenso, non è sgradevole (anzi!), ma è comunque così presente nell’aria che mi immagino quanto possa risultare seccante all’ora di pranzo, abbassarsi ad annusare  quel bel sugo di pomodoro fresco che sobbolle in padella e, avere l’impressione di star odorando le ascelle dell’omino bianco.

La saponeria Marius Fabre è qui dal 1900 e ben quattro generazioni si sono succedute portando avanti la tradizione di famiglia. All’interno di questi locali vengono prodotti il sapone di Marsiglia classico e quello all’olio d’oliva oltre ovviamente ad altre decine di diverse saponette arricchite con i profumi e gli oli essenziali più disparati, dall’arancia e cannella alla mora, dal sandalo al bergamotto.

Per prima cosa visito il piccolo museo che mette in mostra gli antichi strumenti con i quali venivano confezionati, messi in forma, tagliati e marchiati i blocchi di sapone; ci sono dei vecchi utensili e le prime pubblicità su carta stampata dell’azienda. I loghi che venivano impressi sui cubi di sapone erano davvero simpatici e immagino quante decine di migliaia di persone abbiano avuto in casa loro una saponetta proprio come quella che ora vedo in esposizione sulla mensola di una teca.

Tra le cose più curiose c’è un enorme blocco di Marsiglia che nel 1998 ha vinto il Guinness world record come saponetta di Marsiglia all’olio d’oliva più grande del mondo.

Non ne sentivamo la necessità in effetti ma, d’altronde, quante delle cose citate nel libro dei Guinness ci interessano veramente?

Dopo questo breve excursus nel mondo dei saponi, si aprono le porte scorrevoli del negozio. Vengo assalita da un dolce miscuglio di aromi che si adagiano sulle pareti delle mie narici. É il momento di confessarlo, io adoro le saponette. Lo so, sono prodotti banali e sono certa che nessuno al mondo ci abbia mai speso più di due secondi a riflettere sulla loro esistenza ma…le trovo così soddisfacenti!  Le usi strofinandole con forza, rilasciano un sacco di profumo e poi, piano piano, nel tempo, si consumano rimpicciolendosi sempre di più fino a svanirti tra le mani. Praticamente una magia a rallentatore.

Brad Pitt nel film fight club diceva: “il sapone è il metro di misura della civiltà”.

A dire il vero non so minimamente che cosa intendesse, suppongo fosse una di quelle frasi alla supercazzola che suonano intelligenti ma che non vogliono dire un accidenti.

 

 

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