Lo riconosci dalle torri.

Stanno lì immobili, una di fianco all’altra come la New York de’ noantri. Pensare che nel periodo di massimo splendore se ne contavano settantadue! Ne restano in piedi solo tredici ma è grazie ad una legge della fine del 1200 che nulla (o quasi) è stato più modificato nel centro storico di questa cittadina che si presenta ai nostri occhi come un perfetto esempio di città medioevale.

Che poi a pensarci bene, sono felice che non ci siano più così tante torri perché il panorama da qui è veramente magnifico e se solo ci fosse stato concesso di scegliere tra una rosa così ampia di possibilità di ascesa….non sarebbe bastato il metodo del testa o croce per decidere su quale salire.

Come una lingua di sabbia, il borgo si fa largo tra la verde vegetazione; sotto di me i turisti si muovono frenetici tra le ampie piazze e gli stretti vicoli.

Tra chiese, musei e palazzi, si può riempire un’intera giornata ma, secondo me, la cosa più bella di San Gimignano è passeggiare lentamente, fotografare ogni scorcio, i vecchi portoni scrostati dal tempo, sporcarsi le mani col gelato che cola dai coni friabili, il profumo del vino rosso che si mischia a quello dei salumi adagiati sui taglieri in legno e, godere dello splendido silenzio della campagna.

 

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