É una fandonia. Nei fossati dei castelli non c’erano i coccodrilli. Ho vissuto per anni credendo che gli alligatori nuotassero lenti in smaniosa attesa di cibo ed invece, il più delle volte intorno ai castelli non vi era nemmeno l’acqua!

Cammino lungo il perimetro e guardando in basso penso: ‘peccato, qui un coccodrillo avrebbe fatto delle gran belle nuotate”. Quello che ho davanti è il fossato più profondo d’ Europa: diciotto metri di altezza e tredici di larghezza, pare addirittura che il castello sia stato costruito con la pietra ricavata dagli scavi di questa incredibile buca circolare.

Giungo al ponte levatoio derubata della mia fervida immaginazione, lo attraverso perciò senza ansia né timore, senza dar credito a quell’inquietante suono di schizzi d’acqua perché so che in realtà non vi è nessuna coda verde e lunga ad agitarla. A questo punto non mi rimane che sperare di trovare almeno un cucciolo di drago all’interno della corte, e che diamine…non ho potuto combattere con il coccodrillo, che mi sia quantomeno concesso di difendermi dagli sbuffi di fuoco di una creatura alata.

Niente da fare, pare tutto tranquillo qui. Tetti spioventi argentei, mura lisce color sabbia e arbusti alti e paffuti. Sotto ai miei piedi, in profondità, si trova più di un chilometro di gallerie. Una serpentina nascosta agli occhi, fatta di stretti passaggi, ampi ambienti e stanze private, luoghi che non ho visitato ma che sono il chiaro esempio di una struttura ben organizzata e autosufficiente sotto molti punti di vista. Ci sono infatti le cantine per la produzione e la conservazione del vino, camerate per le guardie impiegate nella difesa del castello, un panificio e una bigattiera per l’allevamento dei bachi da seta.

Non posso non notare che la parte nascosta dei castelli è sempre la più interessante, non solo le segrete e i passaggi sotterranei sono fonte di curiosità inesauribile (chi di voi non ha mai provato a spingere qualche grossa pietra della parete di un castello aspettandosi che scattasse chissà quale marchingegno che permettesse l’apertura di una porta segreta) ma, anche i giardini mi attraggono con un magnetismo dal fascino primordiale. Molto curati, dalle forme geometriche regolari, cromaticamente accattivanti, si affacciano quasi sempre su un panorama sconfinato che fa arrestare il respiro per il grande stupore.

Ora che ci penso il castello ha un je ne se quoi di umano, non è solo una dimora ma è la rappresentazione materica di quanto sia molto più interessante ciò che custodiamo al nostro interno di quanto non mostriamo all’esterno.

Ma se il castello ha qualcosa di umano… allora io che sono umana, ho qualcosa di castello? Chiariamo subito, se devo assomigliare ad una dimora principesca, io i coccodrilli nel fossato li pretendo!

 

 

 

 

 

 

 

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