Nel cuore della Firenze medioevale, i cui palazzi ancora in piedi si contano sulle dita di una mano, spicca questa elegante vecchia residenza.

“Buonasera.”

“Buonasera a voi, prego seguitemi, facciamo in fretta che dopo di voi ho un altro appuntamento. Allora come potete vedere ci sono dei bei portoni fronte strada che danno luce a tutto l’ambiente, questo spazio potete sfruttarlo come garage o magazzino, ma anche come studio o camera della musica, se non sbaglio al telefono mi diceva che suonava la batteria?”

“No veramente non suono nessuno strumento.”

“Ah ecco, allora mi sarò confuso con la coppia che viene dopo di voi, non importa, usatelo come magazzino o palestra. Seguitemi. Da questo lato la loggia interna che come vedete è piuttosto luminosa, le scale in pietra sono dell’800 e io le lascerei così anche perchè conferiscono eleganza a tutto l’ambiente. Siete voi che mi avete chiesto la possibilità di mettere un ascensore?”

“No.”

“Allora sono quelli che vengono dopo di voi, fa niente, comunque per notizia no, non si può mettere l’ascensore ma può essere installato un montacarichi al posto della carrucola per il pozzo, vedete lassù? Ecco tutto quello spazio va da terra sino all’ultimo piano, adesso ci sono i secchi, ma con un bel montavivande potreste far scendere dalla cucina tutti le leccornie che prepara la signora. Non è vero? É lei lo chef giusto?”

“No, veramente sono commercialista.”

“Ah allora sarà la signora della coppia che viene dopo di voi.”

“Seguitemi, saliamo ai piani. Come vedete la luce qui non manca mai, le finestre occupano tutta parete, gli infissi sono originali, solidi e assorbono i rumori esterni. Qui c’è la sala da bagno, lo so è un po’ angusta ma avete la possibilità di ampliarla suddividendo gli ambienti in maniera diversa. Venite saliamo. Il secondo piano è come il primo, andiamo direttamente su in cucina. Ovviamente vi consiglio di lasciarla qua, gli allacci saranno un po’ complicati da gestire ma in primavera e in  estate potreste mangiare nella loggia dell’ultimo piano. Almeno siete più comodi con i piatti ad andare avanti e indietro non trovate? Ah ah! Anche se lei signore mi ha detto che fa il personal trainer giusto?”

“No, sono avvocato. Vabbè senta, ci fa vedere anche la loggia già che ci siamo.”

“No mi dispiace è chiusa e non ho le chiavi, ma dalla strada si vede benissimo, è straordinaria. Allora? Cosa ne pensate? Fate un’offerta?”

“No non credo, ma provi a sentire quelli che vengono dopo di noi!”

 

Le camere di Palazzo Davanzati sono tutte arredate anche se i mobili dell’epoca sono stati venduti all’asta a New York nel 1916 (tutti tranne un armadio bianco con decori verdi). A inizio secolo infatti il proprietario aveva proposto al Governo italiano di acquistare la dimora con tutto ciò che vi era all’interno ma questi rifiutò.

Adesso gli arredi conosciuti con il termine di “primo arredo” staranno sicuramente impreziosendo le case di qualche ricco americano.

“Oh wow! Nice table John! Where did you buy it?”

“It’s an original piece of 1800. My grandpa bought it at an auction in the early 1900s, it comes from Palazzo Davanzati in Florence Italy! Crazy right?”

Comunque, John non sa che pure il “secondo arredo” non è poi così male.

Poi si dice che solo a Milano hanno buon gusto…le pareti del palazzo sono tutte dipinte con colori accesi e motivi geometrici, altro che salone del mobile, se sul sito di Wall&Deco ci fosse la sezione ‘Età moderna’ sicuramente troveremmo una carta da parati con le stesse fantasie. Ci sono rombi, figure mitologiche, alberi da frutto, pappagalli, storie d’amore e loggiati con rampicanti in fiore. Quello che mi colpisce però, sono le scritte e gli scarabocchi che si trovano in qua e là sulle parete dei corridoi e sui muri dei saloni. Sembrano opera di teppisti ed invece, risalgono all’epoca in cui queste stanze ospitavano degli uffici comunali e, visto che la carta era un bene molto costoso, venivano presi appunti, fatti calcoli o trascritte cifre da ricordare, contratti e nomi, direttamente sopra le pareti.

Ci sono delle particolarità che rendono la visita ancora più interessante ad esempio, al primo piano è allestito una delle più ricche collezioni di merletti e ricami, ce ne sono esempi provenienti da diverse parti del mondo. Senza ombra di dubbio una collezione che colpisce per la sua unicità.

L’ultimo piano è dedicato alla cucina, che veniva costruita in alto per tre motivi: per evitare che i fumi e gli odori invadessero gli altri ambienti, perché i piani alti sono quelli che hanno più luce solare per più tempo e perché se Donna Maria faceva qualche disastro dando fuoco alla cucina le fiamme, andando verso l’alto, permettevano a tutti di scappare.

All’ingresso, proprio sul soffitto, in corrispondenza dei portoni esterni, ci sono due botole che possono essere aperte quando ci si trova al primo piano. Servivano per potersi difendere dagli invasori o per controllare chi entrava in bottega.

Le due travi sulla facciata del palazzo servivano per stendere arazzi e tessuti preziosi, in modo da dimostrare la ricchezza della famiglia. Venivano anche legati volatili esotici e scimmie che camminavano avanti e indietro lungo la trave. (Delle scimmie non abbiamo testimonianza in realtà, ma è una storia che si racconta da generazioni perciò qualche fondo di verità dovrà pur averlo).

Ci sono altri aneddoti simpatici e curiosità storiche, ma il personale che lavora nelle sale è così gentile simpatico ed informato, che sarebbe un vero peccato svelarvi tutto qui.


 

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