Da Ischia prendo l’ aliscafo per Procida. In quindici minuti con 10.70 Euro raggiungo la coloratissima isola. 

Il porto ha il sapore classico: le case dai colori sbiaditi dal sole e dalla salsedine che affacciano sul mare, la strada poco trafficata e i tavolini di plastica bianca in attesa di turisti accaldati. Ho solo la mattina a disposizione perciò, mi dirigo subito verso la Corricella.

Ci vogliono circa quindici-venti minuti a piedi per andare dal lato opposto dell’isola, percorro una breve salita e mi immergo subito in un luogo che mi ricorda tempi passati, case scrostate ricche di fascino con i portoni aperti su delle scale interne ripidissime, vecchie finestre e insegne che ricordano i film degli anni 50.

Non c’è nulla di particolare, nulla di “bello”, ciò che affascina è il gusto malinconico che riscopri ad ogni passo. Pare che il tempo sia passato come un tornado gelido, congelando ogni cosa qualche decennio fa.

A un certo punto m’ imbatto in una scena pazzesca. Sento prima un fischio prolungato. Cammino più velocemente e mi affretto dopo aver sentito un’altro richiamo provenire dall’alto.

Eccolo la, un uomo ritto in piedi che guarda verso il cielo oscillando un sacchetto per aria come a mostrare il bottino. Chi se ne frega se le due persone sono distanti un palazzo intero, qui si può gridare.

“Donna Ida o’ppane!”

“Bravo v’arringrazio, passate pure chiù tardi!”

Un cestino scende dall’alto e la spesa viene messa al suo interno.

La signora tira sù con rapidità. Ricordo quando nonna usava il cestino per calare la merenda fin giù in cortile dove noi bambini stavamo giocando.

Altro che spesa celere…e Amazon…muto.

Mi aspetta una lunga salita fino alla chiesa di Santa Margherita nuova. Fa un caldo asfissiante, arranco sino in cima solo per riuscire ad ammirare dall’alto uno dei borghi di pescatori più belli che abbia mai visto.

I colori sono splendidi e nonostante le gocce di sudore mi facciano pizzicare gli occhi e mi annebbino la vista, riesco a rimanere affascinata da queste piccole casette color pastello incastrate tra il verde degli alberi e il blu cobalto del mare.

Per scendere nel borgo Corricella ci sono delle scalette alle due estremità della via. Quelle che scendono dalla chiesa sono molto ripide e strette perciò non le consiglio a chi ha problemi motori, le altre sono semplici scale con gradini meno ripidi e più larghi.

Il silenzio qui regna sovrano, si sentono solo le piccole onde lunghe che sbattendo sul legno delle barche producono un sordo rumore, uno sciabordio.

Accidenti qui non si può dire che le case non siano “fronte mare”! Se poco poco si agita, rischi di avere la casa allagata in un secondo e, a meno che tu non abbia il Tasciugo che si sà, poteva asciugare anche il canal, ti tocca passare tutta la notte a dar lo straccio in terra.

Vale la pena venire fino a qua per godere di questa breve camminata in un’ insenatura da cartolina. Gli isolani poi sono di una cordialità e gentilezza unica. Affacciati alle finestre ti guardano dall’alto e ti sorridono salutandoti come a darti il benvenuto a casa loro.

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *