Sembra di stare in Galles.

É la prima cosa che mi è venuta in mente. Un piccolo borgo di tufo, pieno di piante verdi e fiori colorati, con casette basse una attaccata all’altra e un gentile silenzio. Era proprio quello che cercavo, non sembra nemmeno di essere in Italia eppure questo piccolo centro è qui da secoli e nulla lo ha scalfito se non il tempo. Non ci sono insegne al neon, odore di smog, sportelli bancomat, negozi griffati. Ci sono invece le botteghe degli artigiani, il negozio del miele e il camioncino della verdura.

Il giovane Henry Walton Jones, Jr., (Indiana per gli amici), avrebbe fatto carte false per venire qui ne sono più che certa. E il motivo è presto svelato.

La chiesetta dedicata a San Mamiliano (fatto santo probabilmente per essere riuscito a portare un nome così strano con cotanta disinvoltura), che venne costruita nel 200 sopra i resti di antichi edifici etrusco-romani, ha nascosto sotto di sé, un vero e proprio tesoro: 498 monete d’oro provenienti per lo più dalla zecca di Costantinopoli.

Pare che sia il vero ‘tesoro di Montecristo’ descritto nel romanzo da Alexandre Dumas. Alcune leggende combacerebbero con la storia e degli scritti renderebbero l’ipotesi più che plausibile.

Trovare delle monete d’oro, proprio come quelle contenute nei forzieri dei pirati che tutti noi ci immaginiamo, dev’essere una sensazione esaltante!

Io saltello di gioia se trovo un centesimo sul marciapiede, trovare un’anfora piena di oro per me vorrebbe dire infarto, di sicuro! Chissà se gli archeologi sono assicurati per questo genere di cose.

Monete d’oro antiche, quanto peseranno? Quando le hanno trovate erano sporche o brillavano come quelle che ci sono nel pentolone in fondo all’arcobaleno?

Mannaggia quante domande che non troveranno risposta.

Vabbè mentre farnetico, il borgo è già finito, torno quindi sui miei passi e lascio le scoperte agli scopritori e l’esultanza agli esaltati.

L’unica cosa che posso fare è saltellare sulle mattonelle di cotto evitando quelle più chiare e abbassarmi di tanto in tanto per schivare i dardi avvelenati, proprio come faceva Harrison Ford perché, qualche volta, la realtà può essere più entusiasmante di un film.

 

 

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *