“Che caldo, ci sediamo?”

“Va bene.”

“Che prendete?”

“Una Perrier con ghiaccio e limone.”

…dopo un paio d’ore…

“Guarda che bel parco, ci mettiamo a quei tavolini?”

“Va bene.”

“Che prendete?”

“Una Perrier per favore.”

….dopo qualche ora….

“Avremmo già fatto venti chilometri, sono sfinita, sediamoci un attimo ai tavolini di quel bel locale.”

“Va bene.”

“Che prendete?”

“Una Perrier con ghiaccio e limone grazie.”

 

Praticamente ho visto il centro della città passeggiando e ruttando.

Entrambe le cose con una certa classe e disinvoltura.

Tolosa è conosciuta come “La Ville Rose” cioè la città rosa ed è facile capire il perché.

Il suo centro storico, molto grande ma facilmente visitabile a piedi, è composto da splendidi palazzi ed antiche basiliche costruite interamente con mattoni. L’impatto visivo è insolito, vicoli e piazze fanno sfoggio di imponenti edifici di un bel color carminio chiaro che, ad esser sinceri, conferiscono alla città un’eleganza raffinata.

Essendo attraversata dal fiume Garonna, (navigabile nella sua interezza) la città offre la possibilità di fare lunghe passeggiate su viali alberati, percorrendo strade romantiche e ricche di fascino.  Le numerose piazzette e le vie più frequentate del centro sono invase da centinaia di tavolini colorati che rendono l’atmosfera cittadina festosa e rilassata. Sono veramente moltissimi i locali alla moda e i ristoranti che offrono menù per tutti i gusti. Nonostante ovunque si guardi ci sia sempre una gran folla, si respira tranquillità e vi è un perenne brusio di sottofondo piacevole ed affatto fastidioso.

Le metropoli sono troppo confusionarie per i miei gusti, dispersive, caotiche e sporche, Tolosa non fa eccezione ma, devo ammettere che il suo vasto centro è un vero bijoux! Ho amato le terrazze con i ricami e le tendine di pizzo in ferro che sovrastano le grandi finestre dei palazzi; i soffitti colorati delle gallerie di Piazza del Municipio; i giardini verdi che affacciano sul fiume e i ristoranti affollati a qualsiasi ora del giorno. La cattedrale di San Saturnino (il più grande edificio romanico d’Europa), la Madonna nera, i dolci esposti in vetrina come gioielli e i forni che sprigionano il profumo di pane caldo.

Te pareva… non si poteva che concludere parlando di cibo, del resto, è una delle città più famose per gli amanti del foie gras (vi prego non lo consumate è una cosa aberrante il modo in cui le povere oche vengono ingozzate) e  celebre per la cassoulet, il piatto tipico della zona composto da: fagioli, salsiccia, pancetta, grasso d’oca o di anatra, cotenna, stinco di maiale, agnello…insomma un piatto leggero ed estivo come si può dedurre dagli ingredienti ma… se vi fa gola assaggiarlo, non abbiate timore… tanto poi potrete bere un bel bicchiere di Perrier e vi sentirete come nuovi!

 

 

 

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