La felicità.

Per me la felicità è entrare in contatto con la Natura. Riuscire a dar da mangiare ad uno scoiattolo, offrire la mia mano come appoggio per un pappagallo o dare una carezza ad un cane, è felicità.

In questo parco sono riuscita a farmi sfiorare la mano da un lemure, ho accarezzato una giraffa e ho visto alla distanza di qualche centimetro il muso di una tartaruga centenaria. Dopo averla fissata qualche secondo negli occhi il cuore era già colmo di gioia.

Manca il ciuffo alla Ace Ventura ma qualche smorfia riesco a farla anch’io, mi muovo frenetica tra un recinto e l’altro cercando di vedere il maggior numero di amici animali. Alcuni dormono su alti rami, altri sono nascosti in buche nel terreno e ce n’è qualcuno che nuota in torbide acque. Ogni tanto vengo superata da qualche persona in costume da bagno che si gode il caldo estivo. C’è una piscina di un’azzurro innaturale all’interno della quale puoi nuotare accanto ai pinguini, non proprio accanto ecco, diciamo difronte, grazie ad un plexiglas che separa le due vasche: una per gli umani e una per gli uccelli in frac che non sanno più volare. Tutt’intorno spiagge bianche ed ombrelloni di paglia.

Il momento del tramonto è poetico. Il sole si tinge di arancio e rosso e scompare lentamente oltre la piccola collina abitata da giraffe, antilopi e gazzelle.

Dar da mangiare al mammifero dal collo lungo è stata una vera emozione. Io che rivolto gli scarafaggi che incontro cappottati sui marciapiedi…io che instauro un’amicizia con le zanzare che abitano in casa d’estate, io che nei giorni di pioggia aiuto ad attraversare la strada alle lumache, sono riuscita a sentire per un attimo la ruvidezza della lingua di una giraffa. Incredibile!

Eppure c’è stato un periodo, e non bisogna essere religiosi per crederlo, c’è stata sicuramente ne sono certa, un’epoca in cui tutti gli animali vivevano in armonia, compresi gli umani. Un periodo che si può ritrovare in alcuni quadri di qualche secolo fa che ritraevano grandi spazi verdi con fiorente vegetazione e decine di specie diverse tutte nello stesso luogo.

Eden? Paradiso? Non so. Probabilmente fu solo un momento durante il quale tutti riuscivamo a parlare la stessa lingua.

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *