Camminare attraverso la riproduzione di quattro ecosistemi delle Americhe.

Confesso che mi entusiasma sempre riuscire a vedere un animale così da vicino, sopratutto se di una specie difficile da avvistare in natura perchè dal carattere schivo, o perchè abitante di remoti territori o perchè il viaggio per raggiungerla sarebbe veramente troppo costoso.

Poi, col tempo e l’età, si sviluppa una sensibilità differente e, quello che prima faceva emozionare, intristisce molto.

Sicuramente gli esemplari rinchiusi in finti laghi, finti mari, finti stagni, finte foreste, finti giardini…si saranno abituati alla loro vita in cattività tanto da considerare quegli spazi (talvolta angusti) casa loro. Ma trovo ridicolo nel 2022 fare ancora la fila per vedere dei poveri essere viventi in teca o dietro le sbarre.

Vero è, che per alcuni di noi è l’unico modo di vederli dal vivo almeno una volta nella vita, ma qualcosa nel cuore mi dice che è comunque sbagliato.

Sarebbe bello se avessimo più tempo libero e almeno un terzo dell’anno fosse dedicato alla scoperta e conoscenza del nostro mondo. Tutti dovrebbero avere almeno tre/quattro mesi liberi per poter esplorare, come si faceva un tempo, questo piccolo Pianeta. Andare in Cina a vedere i Panda, in India a fare il bagno con gli elefanti, in Africa a dar da mangiare alle giraffe. Dovremmo poter avere il tempo di vedere dal vivo le farfalle giganti, gli orsi polari, i pinguini, gli ippopotami, i canguri, i quokka, le balena…potrei star qui le ore ad elencare tutti i mammiferi, i volatili, gli invertebrati e i pesci che abitano la Terra.

Ma ahimè, la nostra esistenza è stata impostata da ricchi pieni di boria e perfidia e, in nome di un continuo profitto economico personale, ci hanno settato su un programma di vita che prevede: produzione-consumo-produzione-consumo-produzione-consumo….dalla nascita alla morte.

Non c’è più spazio per un tè caldo nel deserto, una passeggiata nella foresta, una gita in barca sul Nilo, un litigio con qualche scimmietta impertinente, un’avvistamento di cuccioli di tigre, una carezza alla volpe siberiana. E allora cosa guardiamo a fare il cielo se non sappiamo distinguere un’aquila da un piccione?

Ed eccomi qua, in un’ Era improntata sulla tecnologia e l’esplorazione spaziale e il controllo mentale, mentre cammino in un ‘museo vivente’.

Ero così felice e mi sentivo così privilegiata nel poterli vedere, che non ho fatto caso a quanto stupido fosse stare con le mani sul vetro ed un’aria euforica a fissarli come inebetita.

Poveri piccoli coabitanti del Pianeta, ignari della mia presenza, continuavano ad essere schiavi del loro unico scopo di vita: mostrarsi ai visitatori come me.

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