Oggi mi sento canterina, come Biancaneve che al mattino si sporgeva sul pozzo intonando un motivetto in attesa che gli rispondesse l’eco.
Sarà l’effetto dell’appena passato Festival di Sanremo che, per rispettare la tradizione, non ho visto. Sarà che fuori è nuvolo e vien voglia di ritirare su quel piede stronzo (il destro è sempre lui maledetto!) che cerca disperatamente di sgattaiolare da sotto il piumone. O forse, sarà perché sono tremendamente stonata e voglio allietare i miei vicini con il dolce suono della mia voce.
A pensarci bene son tutte pregevoli motivazioni perciò, mi dedicherò subito alla mia nuova carriera da paroliere e visto che l’umiltà non è di questa era, Bigazzi scansate che mo’ ti faccio sentì ‘na chicca….
Musica maestro!
“Spello,
è un comune bello,
tutto intorno è verde,
la sua bellezza si perde
dietro gli angoli delle strade
ed un profumo mi pervade
sono i fiori adagiati
sopra questi lastricati
oh oh oh spelloooo
spello combina guai
su nell’olimpo felice tu stai
la beniamina di tutti gli Dei sei tu….” aspetta! Questa l’ho già sentita da qualche parte….
Vabbè lasciamo perdere.
Spello è uno dei borghi più incredibili di tutt’Italia. Sì, è vero, da Nord a Sud ce ne sono centinaia di piccoli agglomerati di case in pietra. É vero, moltissimi di questi hanno anche lo stesso color sabbia e le stradine così strette che ci vorrebbero delle protezioni morbide sui palazzi per non strisciare i fianchi. E in ultimo sì, è vero, i borghi son quasi tutti uguali: una chiesetta, il bar nella piazza centrale, i fiori alle finestre e un gran silenzio ma solo qui, qualsiasi strada tu stia percorrendo, vedrai sempre le colline verdi che lo circondano.
Gioco, partita, incontro!
Non c’è molto altro da dire, l’ho trovato incantevole, in questa splendida giornata di sole con le nuvole bianche e gonfie che concedevano qualche istante d’ombra.










































