Mi sento quasi a disagio.

Questo è esattamente quello che mi aspettavo di vedere andando dall’altra parte del mondo.

Come si fa a scrivere un articolo senza far colar miele dalla tastiera, senza utilizzare aggettivi banali come ‘fantastico’, ‘meraviglioso’, ‘incredibile’, come si fa? Semplice… non si fa.

Certe volte penso che la Natura dovrebbe farci pagare il biglietto davanti a spettacoli così ben realizzati. Il palcoscenico è stato montato a regola d’arte: una scogliera affusolata che si adagia sul mare lasciando spazio ad un lembo di finissima sabbia color senape. Sicuramente sono stati ingaggiati degli artisti per la scenografia perché la tinta dell’acqua è così particolare da colpirmi subito: c’è un un celeste quasi trasparente che contrasta con ferocia un blu scuro e tenebroso. Sono il Mar di Tasmania e l’Oceano Pacifico che si incontrano (o forse si scontrano) e, senza mescolarsi, disegnano una linea di confine tra la profondità e l’ abisso. Le nuvole basse (tipiche della Nuova Zelanda) fanno da comparse e, muovendosi sinuose,  sembrano avvicinarsi sempre più a quei bassi arbusti verdi, come a voler suggerire le battute di un copione messo in scena da centinaia di anni.

Per i Maori Cape Reinga è un territorio sacro, è da qui che le anime dei defunti partono per il viaggio che li condurrà dai loro antenati. “Te Rerenga Wairua”(è così che viene chiamato qui) significa appunto ‘luogo dal quale gli spiriti saltano’.

Oltre ad offrire una piacevole passeggiata sino al faro, Cape Reinga è anche il punto di partenza per il ‘Te Araroa Trail’ (“la grande passeggiata”). Il percorso è lungo 3 mila km e attraversa entrambe le isole toccando i luoghi d’interesse e le zone più suggestive del Paese. Pare ci vogliano dai 4 ai 5 mesi per portarlo a termine.

Io già mi vedo passeggiare in mezzo alla natura, spensierata e felice. Fischietto qualche motivetto che mi è entrato nella testa e fotografo distrattamente ogni ciuffo d’erba. Poi, prima che il sole cali, mi fermo su un prato verde (rigorosamente vista mare), appoggio il pesante zaino a terra, tiro fuori la tenda, il telo cerato, la zanzariera, le pentole, il tavolo da pranzo, la doccia emozionale, la cucina, il letto, i plaid in cachemire con stampa animalier e il lampadario di cristallo. Infilo la vestaglia da camera e respiro a pieni polmoni l’aria che ha l’inconfondibile profumo di libertà mi siedo e attendo la magia più bella: quella che trasforma la notte di nuovo in giorno.

 

 

 

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