“Posso entrare col cane?”

“Ma certo Signora, noi amiamo gli animali”

La visita inizia nel migliore dei modi, entro nell’elegante palazzo Bourbon del Monte e il naso viene rapito da mille odori intriganti. Salgo le scale in pietra a due a due canticchiando come Mina “ma che bontà ma che bontà! Ma che cos’è questa robina qua?”.

Mi metto a sniffare l’aria così rumorosamente che persino il mio cane si gira e mi da dell’idiota. Finocchietto, forse anice stellato,  camomilla, lavanda. Attraverso le prime sale nuotando tra gli odori come un bastoncino di bambù che balla all’interno di un ampolla profumata.

Immagino di prendere un aperitivo con Albert Einstein, ridiamo e parliamo del tempo, del traffico e della ricetta delle sarde marinate buttando giù margarita al limone un sorso dopo l’altro quando, ad un certo punto, lo vedo avvicinarsi col busto al tavolino per dirmi sotto voce: ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata. Mando via con lo sguardo il cameriere che stava per servirci il terzo giro e mi accascio contro lo schienale della poltroncina.

Esiste nulla di più semplice e vero?

Il cane passa in rassegna i vecchi mortai pieni di erbe e fiori essiccati. Nelle vetrine ci sono decine di antichi vasi in ceramica, erbari dall’elegante calligrafia, strumenti da laboratorio in vetro e contenitori colorati in latta. Per secoli le piante sono state studiate e i loro preziosi principi attivi utilizzati per curare le più diverse patologie. Entro nel laboratorio fitochimico dove gli occhi fanno fatica a decidere dove poggiarsi, ci sono presse a cilindro per la produzione di pasticche, alambicchi, piccoli strumenti di precisione, ampolline in vetro ed un medagliere che sottolinea l’ingegno e la maestria nell’uso di prodotti naturali al servizio dei bisogni umani.

Dietro un cancelletto in ferro battuto ci sono i veleni più potenti che la Natura possa offrire. Immagino Agatha Christie seduta al tavolino del farmacista prendere appunti sugli effetti collaterali di ognuno:

“Ah diceva? Questo allora paralizza ma lascia coscienti e invece quest’altro uccide in meno di dieci secondi con le giuste quantità, ho capito bene? Senta ha niente che addormenta così profondamente da simulare la morte ma per un tempo limitato?”

“Sì c’è Signora Christie, ma è già stato usato da Shakespeare per Giulietta e Romeo, non avrà intenzione di copiare?”

“Oh brav’uomo sono passati quasi trecento anni chi vuole che se ne accorga? D’altronde non posso mica far uccidere tutti dal maggiordomo, non crede?”

 

 

 

 

 

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