“Buongiorno”

“Buongiorno, posso esserle utile?”

“No grazie, do solo un’occhiata….. (rido) ahahahah scherzo! Era una battuta! (a quanto pare la trovo divertente solo io) …Sa? dall’ottico…do un occhiata? ahahah (rido imbarazzata) vabbè! Pubblico difficile!”

La commessa continua a non ridere.

“Ok senta (mi do un contegno)…avrei bisogno di un paio di occhiali da sole con delle lenti molto scure”

“Guardi tutta su questa fila qua e lì e là, trova le montature con lenti categoria 3”

“Questo quanto viene?”

“No! Questo è un categoria 4 e glielo posso vendere solo se va in alta montagna. Non ci può nemmeno guidare con quelli addosso.”

“A me in realtà servono per andare alla spiaggia di Solvay.”

“Ahhhh…..allora poteva dirlo prima, venga, mi segua, le faccio vedere le lenti più scure che abbiamo, (si avvicina all’orecchio con un’espressione entusiasta come se mi stesse per svelare cosa nasconde l’Universo) sa…. ho anche qualche modello da saldatore con applicazioni glitter e intarsi di plastica colorata se vuole essere un po’ più glamour.”

Immagino questa conversazione e l’occhiolino della commessa che mi ha appena proposto di travestirmi da Barbie tagliatrice di putrelle.  Cammino sotto un sole cocente che punta dritto al centro della testa, gli occhi fanno fatica a rimanere aperti, li tengo come si fa con le persiane della camera da letto in estate la domenica dopo pranzo: abbassate ma che facciano passare da sotto un filo di aria.

Alla mia sinistra l’enorme fabbrica, ovviamente grigia e del tutto priva di senso estetico; a destra tubi di diverse dimensioni che giocano a nascondino con arbusti sporchi di sabbia. Il sentiero è più lungo del previsto. Sono già dieci minuti che mi trascino e non sento nemmeno l’odore del mare. Ma eccolo finalmente!

Un colore così non lo avevo mai visto. Non sembra mare, assomiglia di più ad un cocktail, come un invisibile, ma allungato con del latte. Le foto non rendono giustizia alla fluerescenza dell’acqua.

Ci sono centinaia di aquiloni che volteggiano in cielo, il vento sta dando libero sfogo a tutta la sua potenza infatti…mi arrivano degli schiaffi d’aria mista a sabbia che sembra di essere ad una seduta di agopuntura.

Vedo una coppia che si abbraccia, dall’accento pare siano di Trieste, “amore mio grazie di avermi portato qui,” dice lei mentre i lunghi capelli le si ficcano quasi in gola, “è bellissimo, sembra di stare a casa”.

Un vento troppo fastidioso per resistere più di cinque minuti; guardo in basso il mio povero cane, con il muso mosso dalla brezza, mi sembra Falkor, la creatura de ‘la storia infinita’. Temo per la sua incolumità, non vorrei ritrovarmi a trascinarla con il guinzaglio teso al cielo, per questo, faccio qualche rapida foto (tra le più brutte mai scattate) e torno indietro sui miei passi.

Della serie “Vaia vaia te le do io le Bahamas” (se hai un fiorentino vicino fai leggere la frase a lui/lei, sicuramente le darà la giusta intonazione) la spiaggia di Rosignano Solvay offre colori pazzeschi e una sabbia che ricorda quelle dei paradisi da cartolina. Certo, si tratta di bicarbonato di sodio, non c’è nulla di naturale ma, non essendo preparata in materia di tossicità o inquinamento, non posso esprimere alcun commento se non quello puramente estetico. La spiaggia è strana, ed essendo così unica per le sue caratteristiche, faccio come dall’ottico…do solo un’occhiata.

 

 

 

 

 

 

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