Un santuario che poggia sulla fiancata occidentale del Monte Orlando e sporge su una vertiginosa fenditura che dalla vetta arriva sino al mare mostrando il suo colore verde cristallino. Là infondo c’è la Grotta del Turco, la leggenda descrive una scena che potrebbe riassumersi più o meno in questo modo:

Due pescatori, un turco e un napoletano stanno remando in direzione della montagna a picco sul blu.

“Gennaro avviciniamoci a quella fessura e proviamo a vedere se abbocca qualcosa.”

“Ma dove? Lì alla spaccatura di Gesù?”

“La spaccatura di chi?! Che stai dicendo? Dai rema in fretta e non dire idiozie che non abbiamo ancora preso nulla da stanotte!”

“Io remo ma tu non puoi non conoscere la storia!”

“Che storia?”

“Questa montagna si è spaccata quando è morto Gesù”.

“Ma cosa stai dicendo!? Ahahah!!”  Il pescatore scoppia a ridere così forte che sbilanciandosi per poco non cade dalla barca.

“Attento idiota di un turco!” grida Gennaro mentre cerca di fermare l’oscillazione del piccolo scafo.

“Eccheccavolo! Se non la smetti di farmi ridere finiremo in mare!” Una piccola onda lo fa sbilanciare e la mano del pescatore si appoggia alla parete destra della grotta per scongiurare di finire in acqua quando, all’improvviso, la roccia diventa così morbida da permettere alla mano d’imprimere la sua forma su di essa.

Da allora (che non si sa quando sia poiché la leggenda non ha riferimenti temporali), l’impronta della  mano del miscredente turco decora la grotta, laggiù, in fondo alle scale.

La chiesa è molto piccola e venne costruita su di un grosso macigno che nel 1400 precipitò dalla montagna incastrandosi nella spaccatura; sopra il tetto c’è un piccolo terrazzo dal quale si può ammirare lo squarcio sul mare.

Il panorama da quassù, nella sua semplicità, è unico e affascinante…anche senza la sua leggenda.

 

 

You May Also Like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *