Prima di giungere nel cuore pulsante di Assisi mi fermo a visitare la Porziuncola. Una chiesetta dentro una chiesa più grande. La matrioska delle parrocchie praticamente.
Costruita nel IV secolo da eremiti provenienti dalla Palestina, fu uno dei luoghi di preghiera preferiti da San Francesco. Tra i visitatori più illustri è d’obbligo annoverare anche Santa Chiara che, dopo essere scappata da casa, si rifugia qui in questa piccola cappella per abbracciare “Sorella Povertà”.
La stessa povertà che ritroviamo nell’imponente colonnato e nei preziosi soffitti affrescati della basilica.
All’esterno la via è formata da piccoli mattoni che riportano l’incisione dei cognomi delle persone che hanno contribuito al restauro dei tre km di lastricato. Mi fermo a leggerne qualcuno e noto che tutt’ Italia ha abbracciato questa iniziativa.
I luoghi di preghiera, specialmente quelli parecchio antichi, hanno sempre qualche storia o aneddoto carino per i più curiosi e questa volta, al di là di ogni aspettativa, è wikipedia che mi viene in aiuto con una delle notizie più simpatiche che potessi mai sperare di scoprire.
Los Angeles, la città californiana, ha uno stretto legame con questa chiesa. La città americana infatti, venne fondata da un esploratore catalano che, al momento della scelta del nome, decise di dargliene uno lunghissimo proprio in onore di questo luogo: “El pueblo de nuestra señora la reina de los ángeles del río de la porciúncula de Asís”. In seguito la città di L.A. si è allargata e il nome si è ristretto.
A questo punto mi preme però sottolineare, ad onor del vero, che il primato per il nome più lungo del mondo va ad una cittadina del Galles: Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch mentre il nome geografico più esteso è di una collina della Nuova Zelanda, anch’esso impronunciabile: Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu.
Immagino che solo in cartelli stradali avranno speso un capitale. Ha fatto bene Los Angeles ad accorciarsi un po’.
Se cerchi su google “cosa vedere ad Assisi” inevitabilmente viene fuori la Basilica di San Francesco. Meta di pellegrinaggio da tutto il mondo è probabilmente uno tra luoghi religiosi più conosciuti e visitati dopo il Vaticano.
Però… (perché c’è sempre un però) quanta antipatia tra quelle mura.
Entrata da poco più di tre secondi vengo fermata. “Deve mettere via il telefono!” Mi sbraita contro un prete dopo avermi sorpresa alle spalle.
Sorrido e annuisco imbarazzata per lo spavento. Faccio qualche passo e sento che l’uomo incalza con i rimproveri “Ho detto che non può tenere il telefono in mano!” Mi giro per guardarlo in faccia. Ha gli occhi spiritati del wrestler statunitense The Undertaker.
“Guardi che lo so che non si possono fare le foto all’interno, ho visto il cartello all’ingresso”. Sorrido nuovamente cercando di assumere un’espressione rassicurante mentre indietreggio come si fa in presenza di un orso che ti fissa.
“Ho detto che lo deve mettere in borsa o in tasca! Non si possono tenere i telefoni in mano!” Sentenzia con tono deciso, poi si volta per raggiungere velocemente dei nuovi visitatori da redarguire.
Regola un po’ assurda ma, non essendo in cerca di discussioni, lo infilo nella tasca posteriore dei jeans.
Proseguo la visita e mi rendo conto che sparsi tra i vari ambienti ci sono decine di sorveglianti in tonaca. Ci si sente piuttosto a disagio. Sarà considerata anche la casa del Signore ma si ha come l’impressione di non essere proprio i benvenuti.
Mentre mi accodo alla fila che porta alla parte esterna più alta del comprensorio, rifletto sull’accaduto; nel 2021 tutti noi sappiamo che sul web possiamo trovare foto di qualsiasi cosa: sesso, animali torturati, malattie rare, operazioni a cuore aperto, foto di disastri, di violenze, di guerre, e altri reati e vari orrori ma…accidenti….guai a fare una foto all’interno della chiesa di San Francesco!… Guai!! Ma che siete matti?!? Volete riempire il web di cose belle da vedere? Eh no eh!! Non scherziamo.
Dopotutto una coppia di anziani viene qui dal Sudamerica (per fare un esempio), si fa qualche ora di volo, qualche ora di treno, qualche ora in auto, sicuramente spende del tempo a camminare fino a qui poi… entra in chiesa con la felicità in petto e tra le mani una piccola macchina fotografica regalata dai nipotini in occasione del viaggio oltreoceano… fanno qualche passo ammirando l’ambiente, si guardano complici e si sussurrano: “ora facciamo un paio di foto così le possiamo mostrare alla famiglia quando torniamo”.
Eh nooo!!! Pazzi!!!! Non si può!!!
La macchina fotografica va in tasca!
Ma non ho le tasche.
Allora la metti in borsa!
Ma io ho il marsupio, non entra, è già pieno.
E allora la butti laggiù, nella cassetta delle offerte!
(Per i motivi sopraelencati non ho da mostrare nessuna foto degli interni, ma se siete curiosi potete visitare il sito ufficiale della basilica e troverete un tour virtuale gratuito.)
Assisi per fortuna è anche altro, in una breve passeggiata di un’ora è possibile visitarla tutta.
Partendo dalla Basilica percorro via cardinale Mary del Val e Giro in via Metastasio. Salgo verso la rocca passando per via Santa Croce, è un sentiero panoramico molto carino che permette di raggiungere la sommità in meno di 15 minuti.
Dall’alto si apprezza Assisi circondata dal verde, con le casette basse di pietra monocromatica tutte attaccate le une alle altre.
La distesa di tavolini dei bar della piazza centrale è la cosa a cui ci si affeziona di più quando si viaggia nei piccoli centri italiani. Da sempre un senso di accoglienza e di spensieratezza, rappresenta la sosta dei vacanzieri e il riposo distratto di chi tra quei tavoli ci passa ogni giorno.
Faccio qualche scatto furtivo ai vicoletti e alla via centrale ma, lo confesso, senza esagerare… non vorrei mai che l’edicolante o il gelataio avessero qualcosa da ridire.






































